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Critiche su valutazioni piene per la centrale Mühleberg

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 luglio 2011 - 18:59
(Keystone-ATS)

I rischi di inondazioni alla centrale nucleare di Mühleberg (BE) sono sottovalutati, sostengono alcuni studiosi. Lo storico del clima Christian Pfister ha chiesto alla società elettrica BKW, che gestisce la centrale, di integrare nelle analisi sulla sicurezza i dati di uno studio sulle inondazioni nel Medioevo e altri specialisti hanno criticato il modo in cui la società ha effettuato i suoi calcoli.

L'ufficio di consulenze geologiche bernese geo7 ha realizzato un paio di anni fa, su richiesta del canton Berna, una ricerca sul livello dell'Aare in caso di piogge violente di lunga durata. La BKW ha basato la sua analisi su queste cifre, ha confermato il portavoce Sebastian Vogler. Queste cifre però non possono essere paragonate a una piena estrema, ha detto oggi Peter Mani, responsabile di geo7, alla trasmissione "Rendez-vous" della radio della Svizzera tedesca DRS1.

Bisogna tenere conto di altri fattori come lo scioglimento delle nevi ed eventuali frane che formerebbe dighe nell'Aare. Un'opinione condivisa anche da un altro specialista del settore, Severin Schwab dello studio bernese Geotest. Si possono formulare tutte le ipotesi possibili che richiederebbero misure più drastiche, ma bisogna sempre porsi la domanda della reale possibilità che tali avvenimenti si producano, ha risposto Thomas Staffelbach, della BKW, ai microfoni della DRS.

Per Christian Pfister, la BKW dovrebbe integrare le nuove informazioni fornite dallo studio sulle piene nel Medioevo appena pubblicato, ma la società non ne vede la necessità. La BKW ha esaminato uno scenario che ipotizza piene simultanee dell'Aar e della Sarine. Lo studio di cui Pfister è coautore invece riguarda le piene del Reno, in particolare nella regione di Basilea. I dati non possono essere applicati tali e quali all'Aare e il sito di Mühleberg, ha spiegato il portavoce.

Lo studio in questione dimostra che il potenziale distruttivo della natura non può essere sottovalutato. La piena più grave citata nella ricerca è quella del primo agosto 1480. Praticamente tutti i ponti sul Reno e sull'Aare a monte di Basilea furono distrutti, stando ai drammatici resoconti dell'epoca. Per lunghi periodi non ci sono più stati eventi così gravi, come ad esempio fra il 1877 e il 1993, e questo tende a far dimenticare il pericolo reale delle piene, avvertono Pfister e i suoi colleghi.

L'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) esige che le centrali resistano anche alle piene estreme, che statisticamente si verificano ogni 10'000 anni.

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