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L'incertezza post-elettorale in Croazia, derivata dai risultati delle elezioni dello scorso 8 novembre dalle quali non è uscito un chiaro vincitore, si è estesa al parlamento che non è riuscito a eleggere un nuovo presidente e non ha quindi potuto costituirsi.

La prima sessione della nuova legislatura è durata appena una mezz'ora. La coalizione di centro-sinistra, ancora al governo, ha proposto per la carica di presidente del Parlamento un deputato del nuovo partito centrista, Most (Ponte), dai cui deputati dipende la futura maggioranza governativa. Questo ha però accettato la candidatura a condizione che tutte le due maggiori formazioni parlamentari lo appoggino, puntando anche verso un futuro governo di larghe intese.

L'idea non ha avuto il sì del centro-destra, il presidente del parlamento non è stato eletto e la sessione è stata aggiornata sine die. Senza un presidente però il parlamento non può costituire i propri organi, comitati e gruppi, e di conseguenza la Croazia resta per ora senza un parlamento operativo.

Per la settimana prossima è in programma un secondo giro di consultazioni per trovare un accordo politico, ma per ora non è in vista nessuna maggioranza e sono sempre più insistenti le voci su una ripetizione delle elezioni.

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SDA-ATS