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Si prevede un testa a testa destra-sinistra e uno scontro all'ultimo voto nelle elezioni parlamentari di domani in Croazia, alle prese con l'emergenza migranti e che da metà settembre ha visto transitare sul suo territorio oltre 300'000 profughi.

Gli ultimi sondaggi hanno confermato una sostanziale parità tra i socialdemocratici del premier uscente, Zoran Milanovic, e i conservatori guidati da Tomislav Karamarko, entrambi fermi intorno al 35% delle preferenze.

E la capacità dei due candidati premier di formare il nuovo governo dipenderà anche dalle coalizioni post-elettorali, poiché le rilevazioni demoscopiche prevedono che né il centrosinistra né il centrodestra otterranno abbastanza parlamentari da poter formare da soli una maggioranza. Sarà dunque cruciale vedere quali dei partiti minori, quasi tutti nuovi, formati negli ultimi anni, riusciranno a superare lo sbarramento del 5%.

Da quando nel 2012 ha preso le redini dell'Unione democratica (Hdz, conservatori), partito all'epoca devastato dagli scandali di corruzione per i quali l'ex premier Ivo Sanader è ancora sotto processo, Karamarko ha sensibilmente accentuato i toni retorici. Frequenti sono i suoi riferimenti al fondatore del partito, il defunto presidente Franjo Tudjman, e ai valori dell'acceso patriottismo degli anni Novanta e della guerra per l'indipendenza. Agli ultimi comizi elettorali il leader conservatore ha insistito anche sui magri risultati economici, sull'elevata disoccupazione e sulle molte riforme mancate del governo di Milanovic, che ha equiparato i socialdemocratici ai comunisti dell'epoca jugoslava e definito lo stesso premier un "narciso, incompetente e arrogante".

Ma il leader del centrodestra, consapevole di avere poco carisma e di non essere un buon oratore, ha evitato i dibatti televisivi diretti con Milanovic, che, a sua volta, lo ha definito "vigliacco".

Milanovic da parte sua ha puntato tutto sulla sua popolarità personale, attingendo a una retorica populista finora mai usata in campagne elettorali della sinistra. La sua coalizione, denominata "La Croazia sta crescendo", ha tentato di far leva sui risultati macroeconomici degli ultimi 6-7 mesi, quasi tutti in positivo dopo 6 lunghi e difficili anni di recessione e di stagnazione, inclusi i dati del Pil, della produzione industriale, dell'export e dell'occupazione.

Nell'ultimo comizio a Zagabria, Milanovic ha affermato che domenica la scelta sarà "tra il mio governo democratico e trasparente e uno infiltrato dai servizi segreti, dalla criminalità e dalla corruzione". L'allusione è al passato del suo rivale Karamarko, che negli ultimi vent'anni ha cambiato partiti e affiliazioni, divenuto capo dei servizi segreti durante il primo governo socialdemocratico nel 2000, per riavvicinarsi nel 2008 all'Hdz ottenendo la carica di ministro degli Interni.

A decidere sulla composizione del nuovo parlamento monocamerale di Zagabria saranno i 3,8 milioni di aventi diritto, che potranno votare dalle 7 di mattina alle 19, quando chiuderanno i quasi 7'000 seggi elettorali e le televisioni diffonderanno i primi exit poll. Dei 151 deputati, 140 verranno eletti col sistema proporzionale, altri 3 sono riservati alla diaspora croata all'estero, e 8 per le minoranze etniche.

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SDA-ATS