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La società ferroviaria di trasporto merci Crossrail avvierà il prossimo primo settembre l'annunciata formazione supplementare in Svizzera che consentirà ad oltre 40 suoi macchinisti italiani di guidare treni nei due paesi. Conseguita tale formazione, costoro potranno beneficiare di un salario superiore ai 4000 franchi netti, precisa oggi in una nota l'impresa con sede a Muttenz (BL), che all'inizio di aprile era stata accusata dal sindacato di categoria SEV di dumping salariale.

La formazione, di cinque mesi, sarà condotta nel giro dei prossimi quattro anni ed è considerata da Crossrail "un investimento importante per il futuro sviluppo della società".

Società di trasporto ferroviario merci privata a livello europeo, Crossrail è il numero tre del mercato Svizzero dopo FFS e BLS, "ma il numero uno in innovazione e competitività", sostiene l'impresa nel comunicato.

All'inizio di aprile, il sindacato del personale dei trasporti SEV aveva suscitato un certo scalpore denunciando l'intenzione "scandalosa" di Crossrail di assumere a Briga in Vallese macchinisti "frontalieri con stipendi inferiori di oltre un terzo a quelli in uso in Svizzera", ossia "3'100 franchi al mese durante la formazione (x 13 mensilità) e in seguito 3'350 franchi". Presso le FFS gli stipendi iniziali di un macchinista sono pari a 5'358 franchi; quelli versati da BLS a 5'780 franchi, rammentava il sindacato.

Crossrail aveva allora contestato le accuse: "Non facciamo mai niente che non sia permesso", aveva ribattuto il Ceo dell'impresa Jeroen Le Jeune interpellato dalla "Basler Zeitung". Il manager aveva aggiunto che la formazione di ogni macchinista costerà all'impresa 50'000 franchi. Quale contropartita, i macchinisti dovranno impegnarsi a restare per 48 mesi almeno alla Crossrail o a restituire se non lo fanno parte della somma investita.

SDA-ATS