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Crypto non desta interesse tra ministri stranieri, Cassis

Ignazio Cassis al Consiglio dei diritti umani KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2020 - 21:17
(Keystone-ATS)

Le attività di spionaggio di Crypto, società di Zugo controllata segretamente dalla CIA e dai servizi segreti tedeschi, non sembrano destare interesse tra i governi stranieri.

"Nessuno mi ha chiesto nulla" su Crypto, afferma infatti il responsabile della diplomazia elvetica Ignazio Cassis, interrogato da Keystone-ATS a margine del Consiglio dei diritti dell'uomo, apertosi oggi Ginevra.

Senza contare i contatti del recente passato, solo oggi il capo del Dipartimento federale degli affari esteri ha incontrato cinque rappresentanti di governi stranieri oltre al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, l'Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet e il numero due del sistema giudiziario iraniano Ali Bagheri Kani, ma nessuno gli ha rivolto domande sulla vicenda.

Sabato un portavoce del Dipartimento federale della difesa aveva invece indicato che alcuni Paesi hanno chiamato in causa la Svizzera in seguito alle rivelazioni di spionaggio di numerosi Stati da parte dei servizi segreti tedeschi e americani tramite la società.

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