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La Federal Reserve - la banca centrale americana - ha emesso un ordine secondo cui il Credit Suisse deve mettere fine alla collaborazione con nove persone, rispettivamente non assumerle più.

Tali persone hanno partecipato ad attività che hanno violato il diritto americano, ha comunicato la Fed nella notte. L'istituto centrale si riserva la possibilità di cercare altre persone coinvolte. Il Credit Suisse ha promesso di collaborare, si legge in una nota. La banca non è però più oggetto di indagini.

Anche il New York State Department of Financial Services (DFS) chiede la conclusione della collaborazione con determinate persone. L'autorità cita esplicitamente i nomi di Markus Walder, Susanne Ruegg Meier e Marco Parenti Adami. Il primo è stato il responsabile degli affari offshore in Nordamerica, gli altri due facevano parte del senior management dello stesso settore d'attività.

Il DFS, afferma un suo comunicato, ha deciso di non avviare alcuna procedura per il ritiro della licenza del Credit Suisse nello Stato di New York. La filiale nella Grande Mela all'origine delle violazioni della legge è nel frattempo stata chiusa.

Ciononostante è necessario che il Credit Suisse e i suoi vertici adottino ulteriori misure per assicurare che la banca si atterrà alle regole e che il management reagisca a violazioni delle regole all'interno della società.

"La facilitazione dell'evasione fiscale rappresentava una strategia e un modello d'affari, che l'azienda ha perseguito per anni", scrive ancora il DFS. "Non è stato soltanto il risultato di alcune mele marce", come aveva invece affermato lo scorso febbraio il CEO Brady Dougan in un'audizione al Senato americano.

Il DFS ritiene anche adeguato che il Credit Suisse si sia dovuto dichiarare colpevole. La Corporate Governance della banca, che ha contribuito alle violazioni, resta sotto osservazione.

SDA-ATS