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Accelerare e centralizzare le procedure d'asilo. Queste le direttrici cui si orienta la riforma di questo settore, di cui si sta occupando in questo momento il Consiglio degli Stati quale prima camera, che raccolgono i favori della maggioranza dei "senatori".

In futuro, stando al progetto governativo ampiamente approvato dalla commissione preparatoria, la maggioranza delle domande, per le quali non sono necessari ulteriori accertamenti, dovrebbero essere trattate e concluse in una procedura celere (al massimo 140 giorni) con una protezione giuridica più ampia.

Durante l'intera procedura i richiedenti saranno alloggiati in centri regionali della Confederazione fino al loro eventuale allontanamento dalla Svizzera. Un centro simile è in funzione da oltre un anno nel canton Zurigo con risultati incoraggianti.

Nel corso del dibattito introduttivo, diversi consiglieri agli Stati di vari schieramenti politici hanno sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale specie in un frangente come questo, caratterizzato da una forte pressione migratoria proveniente dal Nordafrica. Urs Schwaller (PPD/FR) ha evocato l'importanza degli accordi di riammissione, misura grazie alla quale sarà più facile rimpatriare le persone cui non è stato riconosciuto l'asilo.

Il "senatore" Fabio Abate (PLR/TI) ha sostenuto che la riforma in corso si rivelerà efficace nella misura in cui tutti gli Stati rispetteranno i propri impegni internazionali in materia. Senza indicare Paesi in particolare, Abate ha evocato quelle nazioni che al momento pensano solo a difendere le proprie frontiere (è il caso della Francia, n.d.r.).

L'esponente ticinese, preoccupato per la situazione esplosiva venutasi a creare in Italia, ha chiesto lumi alla consigliera federale Simonetta Sommaruga sull'esistenza o meno di contromisure qualora Roma non dovesse farcela a fronteggiare una simile emergenza.

Altri "senatori", come Robert Cramer (Verdi/GE), hanno criticato la prassi di non concedere l'asilo ai disertori e di non accettare domande di asilo inoltrate nelle ambasciate elvetiche.

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SDA-ATS