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CSt: canone radio-tivù, PMI e poveri esclusi da pagamento

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2011 - 16:05
(Keystone-ATS)

In futuro, tutti dovrebbero pagare il canone radiotelevisivo. Unica eccezione: i poveri e le piccole e medie imprese (PMI). Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati che ha adottato, dopo averla modificata, una mozione già approvata dal Nazionale.

Al pari del Consiglio federale e del Nazionale, anche i "senatori" giudicano ormai l'attuale sistema di riscossione superato dai progressi tecnologici.

Programmi radio e tivù si possono infatti ricevere su computer e cellulari, e non si capisce perché i fruitori di questa offerta non debbano pagare il canone, ha dichiarato la ministra delle telecomunicazioni Doris Leuthard in aula.

Per la maggioranza della Camera, l'imposizione generalizzata permetterebbe di far diminuire il canone di radio e televisione di cento franchi dagli attuali 462 franchi. La Billag, organo che si occupa di riscuotere la tassa, non dovrebbe inoltre più sprecare energie preziose per dare la caccia a chi cerca di fare il furbo.

Quanto all'esenzione dal canone per le PMI, Christoffel Brändli (UDC/GR) ha giustificato tale eccezione con la volontà di evitare una doppia tassazione. Nel caso degli agricoltori, ha detto, il domicilio dell'azienda e del contadino sono un tutt'uno.

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