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Il principio del "Cassis de Dijon" continuerà a valere anche per le derrate alimentari. È quanto ha deciso oggi, con 23 voti contro 18 e una astensione, il Consiglio degli Stati.

La camera dei cantoni ha definitivamente bocciato una iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR) e approvata per ben due volte dalla Camera del popolo.

Col suo atto parlamentare, il friburghese voleva escludere gli alimenti dal campo d'applicazione del "Cassis de Dijon" mediante una modifica della Legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC). L'introduzione di tale principio in Svizzera è stata approvata a metà giugno del 2009 dalle Camere federali. La relativa normativa è entrata in vigore il primo luglio 2010.

In base al principio del "Cassis de Dijon" ciò che è legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) può essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari è necessaria un'autorizzazione.

La legge prevede anche che i fabbricanti elvetici che lavorano unicamente per il mercato interno possono produrre in Svizzera i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.

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SDA-ATS