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Il principio del "Cassis de Dijon" continuerà a valere anche per le derrate alimentari.

È quanto deciso oggi, con 23 voti contro 18 e una astensione, dal Consiglio degli Stati che ha definitivamente bocciato una iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Jacques Bourgeois (PLR/FR) e approvata per ben due volte dalla Camera del popolo.

Col suo atto parlamentare, il Friburghese voleva escludere gli alimenti dal campo d'applicazione del "Cassis de Dijon" mediante una modifica della Legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC).

L'introduzione di tale principio in Svizzera è stata approvata a metà giugno del 2009 dalle Camere federali. La relativa normativa è entrata in vigore il primo luglio 2010.

"Il "Cassis de Dijon" non ha portato alcun vantaggio al portamonete dei consumatori", ha sostenuto Luc Recordon (Verdi/VD). Ha però causato problemi di salute pubblica: alcuni chimici cantonali hanno dimostrato che certi prodotti non rispettano le prescrizioni elvetiche sul tenore di pesticidi. "L'introduzione unilaterale di tale principio - ha poi aggiunto il Vodese - ha anche privato la Confederazione di una interessante moneta di scambio con l'Unione europea".

In cinque anni l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) ha trattato solo una cinquantina di richieste. "Ciò dimostra che non c'è una invasione di prodotti europei", ha però sottolineato il relatore della commissione Roberto Zanetti (PS/SO). Optando per l'isolamento, "si darebbe un cattivo segnale al momento sbagliato", ha aggiunto.

Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha da parte sua sostenuto la necessità di lasciare la scelta al consumatore. Il "Cassis de Dijon" è anche un buon strumento per limitare il turismo degli acquisti, ha affermato il ministro delle finanze.

In base al principio del "Cassis de Dijon", ciò che è legalmente fabbricato e messo in commercio nell'UE o nello Spazio economico europeo (SEE) può essere venduto liberamente anche in Svizzera, senza sottostare ad ulteriori controlli, e anche se non rispetta le prescrizioni elvetiche. Per le derrate alimentari è necessaria un'autorizzazione.

La legge prevede anche che i fabbricanti svizzeri che lavorano unicamente per il mercato interno possano produrre in loco i loro prodotti seguendo le prescrizioni dei paesi dell'UE o del SEE. Le uniche norme elvetiche che devono essere rispettate sono quelle sulla protezione dei lavoratori e degli animali.

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SDA-ATS