Nel redigere un testamento, in futuro si potrà disporre di maggiore libertà del proprio patrimonio, per esempio a beneficio del partner di fatto o dei figliastri.

È una delle novità contenute nella revisione del diritto successorio approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 34 voti favorevoli e 9 astenuti.

Attualmente, i figli, il coniuge, il partner registrato e, in alcuni casi, i genitori, hanno diritto a una quota minima della successione. Al centro della riforma vi è la riduzione di questa fetta attribuita per legge agli eredi, nonché la soppressione di quella di madre e padre. La porzione destinata a consorte e partner registrato resterà per contro invariata.

In caso di divorzio o scioglimento dell'unione domestica, qualora la procedura dovesse essere avviata ma non conclusa, il superstite non avrà più diritto a una quota dell'eredità. In questo modo si vuole valorizzare la volontà del defunto di interrompere la relazione e impedire il ritardo per motivi tattici delle procedure di separazione.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio nazionale.

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