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I fondi padronali di previdenza, finanziati su base volontaria dai datori di lavoro che versano prestazioni ai salariati confrontati a situazioni urgenti o difficili, vanno rafforzati senza però rinunciare alla trasparenza. Dopo il Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno deciso oggi senza opposizioni l'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Fulvio Pelli (PLR/TI). Questo atto parlamentare mira ad alleggerire i carichi amministrativi che gravano su queste istituzioni. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per le divergenze.

Durante il dibattito al Nazionale erano state fatte concessioni a livello di trasparenza, sicurezza finanziaria o conservazione di documenti per i fondi con prestazioni discrezionali. Di fronte al moltiplicarsi degli obblighi, era stato argomentato, numerose imprese hanno preferito liquidare simili fondi - che in Svizzera gestiscono oltre 16 miliardi di franchi - tanto che il loro numero è crollato da 8'000 nel 1992 a 2'631 nel 2010.

Al momento del voto, la sinistra si era astenuta in massa proprio per l'assenza di determinate garanzie in merito di trasparenza.

Gli Stati, seppur accogliendo il principio di un alleggerimento burocratico, non hanno voluto transigere su alcune condizioni. Il plenum non ha voluto rinunciare nella legge alla disposizione sulla trasparenza e ha voluto menzionare esplicitamente i principi di parità di trattamento e di adeguatezza. Queste precisazioni sono state sostenute dal Consiglio federale, come anche la necessità del rispetto di determinati principi contabili.

In merito alla trasparenza, quest'obbligo dovrebbe garantire che non sorgano conflitti con gli Stati Uniti o con l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (OCSE), in particolare per quanto riguarda gli standard relativi allo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale.

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SDA-ATS