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Risparmi per tutti ma non per i gruppi parlamentari.

Il Consiglio degli Stati ha affossato oggi tacitamente un'iniziativa parlamentare dell'UDC mediante la quale si chiedeva di calcolare i contributi ai gruppi in funzione delle decisioni adottate dal Parlamento ogni anno nel quadro del preventivo.

Secondo la legislazione in vigore, le "frazioni" parlamentari non sono tenute ad accettare una riduzione dei contributi. Il preventivo 2016 prevede 26 milioni destinati a beni e servizi, di cui 7,6 riservati ai gruppi.

Per l'UDC questi aiuti sono di gran lunga superiori ai fondi riservati, ad esempio, alle prestazioni del Servizio federale di sicurezza e a quelle informatiche.

"Non è normale che le Camere federali chiedano alla Confederazione di risparmiare senza applicare la decisione a tutti", ha sottolineato invano Roland Eberle (UDC/TG).

Dal canto suo, a nome dell'Ufficio presidenziale degli Stati, Ivo Bischofberger (PPD/AI) ha affermato che se si diminuissero i contributi ai gruppi, ne risentirebbe la qualità e l'efficacia del lavoro parlamentare. Inoltre, applicando automaticamente le misure di economia alle "frazioni" si limiterebbe inutilmente la loro pianificazione e il loro margine di manovra.

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SDA-ATS