Non è necessario vietare l'organizzazione salafita "Lies!" (Leggi!) che diffonde gratuitamente il Corano. La Confederazione ha elaborato una serie di inasprimenti legislativi antiterrorismo di cui dovrà occuparsi la settimana prossima il Parlamento.

Con questa motivazione, il Consiglio degli Stati ha respinto oggi una mozione del consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC/SO), secondo cui le azioni di distribuzione del Corano servono principalmente come piattaforma per adescare giovani e convincerli a consacrarsi al jihadismo. Wobmann cita il caso di Winterthur (ZH), dove l'iniziativa "Lies!" avrebbe permesso di radicalizzare diversi giovani, che sarebbero poi stati inviati a combattere in Siria o in Iraq.

Seguendo la raccomandazione della sua commissione, come anche della consigliera federale Viola Amherd, il plenum vuole attendere il disegno di legge che attribuisce alla polizia maggiori strumenti per contrastare le cosiddette persone potenzialmente pericolose al di fuori di un procedimento penale, soprattutto nella fase della radicalizzazione. Gli Stati saranno chiamati a trattare questo dossier già lunedì prossimo.

Unico oratore a favore della mozione, Thomas Minder (UDC/SH) ha denunciato l'inazione delle autorità di fronte alla propaganda dell'associazione "Lies!", organizzazione peraltro vietata in Germania e Austria. Benché quest'ultima associazione non sia più così presente in pubblico, il suo lavoro sotterraneo continua ma con un altro nome.

Prendendo la parola, la ministra della difesa Viola Amherd ha ricordato i nuovi strumenti di polizia che dovranno essere discussi dal Parlamento, grazie ai quali sarà possibile vietare attività come quelle di "Lies!", anche sul web. Dal momento che questa organizzazione si è fatta più discreta, il Consiglio federale non vede motivi per accogliere la mozione che non farà che aumentare la burocrazia, ha aggiunto Amherd. La consigliera federale vallesana del PPD ha ricordato che i Cantoni possono già ora proibire determinate azioni su suolo pubblico.

In passato, il canton Berna ha invitato i comuni a respingere sistematicamente le richieste di autorizzazione di distribuzione gratuita del Corano. Secondo il comitato della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia, un divieto generalizzato nei confronti dell'organizzazione "Lies!" non sarebbe di nessuna efficacia. A suo parere si può invece contrastare la distribuzione gratuita del Corano per strada non concedendo le necessarie autorizzazioni.

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