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Eliminare gli svantaggi concorrenziali causati dall'imposta sul valore aggiunto alle imprese svizzere rispetto a quelle estere e garantire maggiori entrate alla Confederazione.

È quanto si propone la revisione parziale della legge sull'Iva, tassa che in futuro graverà anche sugli acquisti di libri e altri articoli sul web, adottata oggi dal Consiglio degli Stati. Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.

Attualmente è possibile acquistare su portali come Amazon libri per 200 franchi senza pagare l'Iva. In futuro ciò non dovrebbe più essere possibile.

Stando alle nuove disposizioni, infatti, le imprese estere attive in Svizzera devono essere assoggettate all'Iva quando il loro fatturato annuo mondiale - e non più solo quello realizzato su territorio elvetico - supera i 100 mila franchi.

Si stimano in circa 30 mila le imprese che dovranno passare alla cassa. Per l'applicazione di questa disposizione, la Confederazione dovrebbe istituire 38 nuovi posti di lavoro. Il provvedimento, già integrato nell'ordinanza sull'IVA, dovrebbe portare maggiori entrate per 40 milioni di franchi all'anno.

Questo cambiamento è stato pensato per proteggere maggiormente le imprese situate nei cantoni di frontiera, come il Ticino, dalla concorrenza estera. La distorsione della concorrenza provocata dalla legislazione attuale era stata evidenziata già nel 2013 dal consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR/TI) mediante una mozione.

Stando alla revisione, le edizioni online di giornali e riviste devono godere di un'aliquota ridotta del 2,5%, come avviene per le edizioni cartacee.

Rispetto al testo uscito dalle deliberazioni alla Camera del popolo, gli Stati hanno proposto di esentare dall'Iva il canone televisivo come prevede una sentenza del Tribunale federale emessa nel marzo 2015.

In futuro, inoltre, dovranno essere liberate da questa tassa certe prestazioni sussidiate dallo Stato, come l'impiego di pompieri sulle strade nazionali o la promozione regionale, e fornite dai Comuni. Anche in questo caso il Nazionale aveva deciso diversamente.

Saranno escluse dall'IVA anche le prestazioni degli istituti delle assicurazioni sociali e quelle fornite in un'organizzazione come contropartita per il contributo di un benefattore.

La riforma non sottoporrà invece all'IVA i posteggi delle aree destinate all'uso comune, come invece avrebbe voluto il Consiglio federale.

Il testo reintroduce anche l'imposizione dei margini sulle opere d'arte, ossia la differenza tra il prezzo di acquisto e di cessione. Questa misura - che dovrebbe garantire maggiori entrate per 30 milioni di franchi - vuole impedire che in caso di rivendita degli oggetti vengano dedotte imposte fittizie mai confluite nelle casse federali.

Al pari del Nazionale, gli Stati hanno inoltre rifiutato di portare il termine di prescrizione a 15 anni, lasciandolo a 10 come prevede la legislazione attuale.

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SDA-ATS