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Lo scambio d'informazioni tra autorità sui detentori di armi potenzialmente pericolosi sarà migliorato. Le armi da fuoco di privati non ancora censite non dovranno invece essere registrate. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati (33 sì, 1 no e 8 astenuti).

Il dossier è così pronto per le votazioni finali. Si stima che le armi da fuoco in possesso di privati in Svizzera raggiungano i 2 milioni, di cui finora 750'000 censite dai cantoni. Dal 12 dicembre 2008 ogni acquisto è registrato, ma non esistono obblighi per le armi vecchie.

Il progetto prevedeva l'iscrizione nei registri cantonali di tutte le armi da fuoco in possesso di privati. Quelle non ancora censite avrebbero dovuto essere dichiarate all'ufficio delle armi del Cantone di domicilio entro due anni dall'entrata in vigore delle nuove norme.

La maggioranza - 23 voti a 19 - ha però ritenuto inutile un simile provvedimento visto che, a suo parere, non permetterebbe di aumentare la sicurezza. Il registro provocherebbe invece costi enormi per Cantoni e Confederazione. La mole di lavoro sarebbe talmente grande che "ci vorrebbe un ufficio federale per controllare il registro delle armi", ha affermato Hans Hess (PLR/OW).

"La registrazione a posteriori non impedirà gli abusi: i criminali non fanno registrare le armi prima di commettere un crimine", ha sostenuto Jean-René Fournier (PPD/VS). Il Vallesano ha poi ricordato l'esempio del Canada, che ha introdotto la schedatura delle armi nel 1995 per poi abbandonarla nel 2012, poiché la riteneva irrealizzabile, inefficace e troppo onerosa.

La funzione principale di un'arma è uccidere, ha ricordato Luc Recordon (Verdi/VD). "È quindi perlomeno curioso - ha sostenuto, invano, il Vodese - che si registrano le automobili, che causano la morte solo per incidente, ma non le armi". "Un po' di senso della misura - ha aggiunto - mostra che vale la pena fare uno sforzo e creare un registro, anche se i Canadesi hanno abbandonato il loro".

Da parte sua, il relatore della commissione Peter Bieri (PPD/ZG) ha riconosciuto che anche con un registro non ci sarà la sicurezza assoluta. "È però innegabile che la misura contribuirà a migliorare, seppur di poco, la situazione", ha sostenuto lo Zughese.

Il miglioramento dello scambio d'informazioni tra autorità in materia di armi non era invece contestato. Con la revisione della legge, le autorità potranno consultare con un'unica richiesta tutti i registri cantonali e il sistema d'informazione ARMADA, gestito dall'Ufficio federale di polizia (fedpol). Oggi i registri non sono collegati fra loro.

In futuro, inoltre, il pubblico ministero o il giudice informeranno l'esercito in merito alle persone ritenute potenzialmente pericolose per se stesse o terzi. Lo scopo è evitare l'uso abusivo dell'arma militare.

Altre modifiche di legge concernono l'utilizzazione del numero AVS nel casellario giudiziale informatizzato VOSTRA e il trattamento di dati nei sistemi d'informazione militari. Autorità civili e militari verranno avvisate attivamente riguardo a nuove registrazioni nel sistema ARMADA, che contiene dati su rifiuto e revoca di autorizzazioni, nonché su ritiri cautelari di armi da fuoco.

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SDA-ATS