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È in pieno svolgimento al Consiglio degli Stati il dibattito di entrata in materia riguardante la revisione totale legge sulla cittadinanza che fissa criteri minimi a livello nazionale per ottenere la cittadinanza. Il criterio dell'integrazione quale condizione "sine qua non" innerva l'intera revisione all'esame, revisione che prevede in ogni caso un chiaro inasprimento delle condizioni di base per poter inoltrare richiesta di naturalizzazione.

La revisione della legge è già stata esaminata dal Nazionale in marzo, che ne ha approfittato per imprimere un giro di vite al testo del Consiglio federale. La commissione preparatoria degli Stati, anche se con maggioranza risicate, ha corretto il tiro. In ogni caso la discussione particolareggiata sarà accesa.

Nel dibattito di entrata in materia, la destra è tornata all'attacco chiedendo maggiore severità, mentre dal centro e dalla sinistra si sono levate voci per una maggiore moderazione.

Ad ogni modo è ormai acquisito il principio che, in futuro, chiunque vorrà diventare svizzero dovrà essere in possesso di un permesso di domicilio (permesso C). Rispetto al Nazionale, la commissione ha deciso tuttavia che, per poter presentare una richiesta di naturalizzazione, uno straniero dovrà aver soggiornato complessivamente in Svizzera almeno 8 anni e non 10 come indicato dal Nazionale.

La commissione giudica inoltre "sproporzionato" il criterio d'integrazione adottato dal Nazionale, "secondo il quale il richiedente deve essere in grado di esprimersi correntemente, oralmente e per iscritto, in una lingua nazionale". Per la commissione è sufficiente che il postulante sappia esprimersi correntemente nella vita quotidiana in una lingua nazionale.

La commissione giudica inoltre opportuno includere nel calcolo relativo alla durata del soggiorno anche il periodo trascorso in Svizzera in virtù di un'ammissione provvisoria, come previsto dal Consiglio federale nel suo progetto.

La naturalizzazione delle persone che hanno trascorso parte della giovinezza in Svizzera andrebbe inoltre agevolata: gli anni trascorsi nel nostro paese tra i 10 e i 20 anni dovrebbero contare il doppio nel computo della durata del soggiorno. Il Nazionale aveva stralciato questa disposizione.

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SDA-ATS