Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

BERNA - Il Consiglio degli Stati, contrariamente a quanto avallato in precedenza, ha deciso oggi tacitamente che medici e psicologi non saranno obbligati a denunciare militi potenzialmente pericolosi se in possesso di un'arma. I "senatori", che hanno ceduto alle pressioni giunte dalla categoria professionale, hanno accettato di trasformare in semplice possibilità l'annuncio di segnali premonitori. L'oggetto è pronto per la votazione finale.
La Camera dei Cantoni su questo aspetto della revisione della Legge militare (LM) ha dunque seguito il Nazionale, che aveva già dimostrato sensibilità verso le richieste degli ambienti medici. Opponendosi a un obbligo di denuncia, questi ultimi avevano fatto valere il rispetto del segreto professionale.
La Commissione della politica di sicurezza (CPS) ha raccomandato al plenum di cancellare la divergenza, ma lo ha fatto "con qualche scrupolo", ha detto Hans Altherr (PLR/AR), a nome della CPS. I commissari dubitano dell'efficacia in termini di sicurezza della sola possibilità offerta ai professionisti di informare le autorità.
I "senatori" hanno pure seguito l'altra Camera riguardo a gravi atti violenti commessi da giovani prima della scuola reclute. Tutte queste azioni dovranno essere iscritte nel casellario giudiziale, anche se il giudice non ha pronunciato alcuna pena privativa della libertà. L'obiettivo è di individuare meglio al momento del reclutamento i delinquenti minorenni.
Altherr ha auspicato che nei fatti l'iscrizione sia valutata con prudenza. Per il capo del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Ueli Maurer l'iscrizione è una "soluzione praticabile".
Tutte queste modifiche di legge sono state ispirate dall'omicidio di una giovane donna con un fucile dell'esercito nel 2007 a Zurigo-Hönng.
Eliminando le ultime divergenze, gli Stati hanno condotto in porto la revisione della LM, che riprende elementi incontestati di un progetto bocciato dal parlamento lo scorso mese di giugno a causa dell'obbligo di effettuare corsi di ripetizione all'estero.
La nuova versione si concentra sulle misure intese a ridurre i rischi di drammi legati all'uso di armi militari. Prima di consegnare al soldato l'arma personale (fucile o pistola), le autorità militari potranno informarsi sui suoi precedenti. Per farlo, avranno accesso al casellario giudiziale, ai rapporti di polizia e agli estratti del registro di perseguimento.
Esse potranno anche chiedere controlli di sicurezza. Queste nuove modalità d'investigazione riguardano anche i candidati alle posizioni di quadro per evitare situazioni come quelle vissute con l'ex capo dell'esercito Roland Nef, costretto a dimettersi nel 2008 dopo che la sua ex compagna lo aveva denunciato per pesanti molestie.
La revisione della legge offre inoltre a Cantoni e Comuni un diritto di prelazione in caso di vendita di immobili militari caduti in disuso. Permette anche al DDPS di fornire, a determinate condizioni, prestazioni commerciali a terzi.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS