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CSt: misure coercitive, nessun termine per richieste d'indennizzo

L'ex "senatore" Raphael Comte (PLR/NE), autore dell'iniziativa parlamentare. KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2020 - 16:17
(Keystone-ATS)

Le vittime di misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti extrafamiliari prima del 1981 dovrebbero poter ancora presentare una domanda per ottenere un contributo di solidarietà.

È il parere del Consiglio degli Stati che ha approvato oggi a larga maggioranza (44 a favore e un astenuto) il progetto legislativo della sua commissione preparatoria. Il dossier va al Consiglio nazionale.

Inizialmente, ha ricordato in aula a nome della commissione Beat Rieder (PPD/VS), il termine per presentare una richiesta di indennizzo era stato fissato alla fine di marzo del 2018. A quel punto, le domande pervenute avevano superato quota 9000.

In adempimento a un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere agli Stati Raphaël Comte (PLR/NE) è stato però elaborato un progetto di legge per abolire tale scadenza. Si stima che il numero delle vittime sia di almeno di 60 mila, di cui molte ancora vive che potrebbero beneficiare del risarcimento.

La legge in materia prevede un'indennità di 25'000 franchi come riparazione per il torto subito. Secondo Rieder, sono stimate globalmente da 12 mila a 16 mila richieste di riparazione.

Da parte sua, il Consiglio federale, rappresentato in aula dalla ministra di giustizia e polizia Karin keller-Sutter, ha dichiarato di approvare senza riserve il progetto parlamentare.

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