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CSt: nessun ritiro passaporto a pedofili condannati

Il consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI). KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2020 - 16:19
(Keystone-ATS)

Non è necessario ritirare il passaporto ai cittadini svizzeri condannati per pedofilia.

È quanto pensa il Consiglio degli Stati che oggi ha tacitamente respinto una mozione del consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI) giudicando che gli strumenti già in vigore sono sufficienti per evitare recidive.

Nel presentare il suo atto parlamentare, il ticinese aveva riconosciuto che "si tratta di una misura di restrizione della libertà personale molto incisiva", ma "del tutto giustificata dalla gravità del reato in questione e soprattutto per tutelare le potenziali giovani vittime". Questa misura, secondo il Ticinese, "rappresenterebbe un gesto concreto della Svizzera per contrastare turismo del sesso".

Il divieto di viaggiare e il ritiro del passaporto sono misure già previste dal Codice penale, ha sostenuto oggi in aula la consigliera federale Karin Keller-Sutter. La prassi attuale, ossia la valutazione caso per caso, permette inoltre il rispetto del principio di proporzionalità, ha aggiunto la ministra di giustizia e polizia.

Chi commette reati di pedofilia in territorio straniero può inoltre già oggi essere punito al suo rientro in Svizzera. Il fatto di recarsi all'estero non garantisce dunque in alcun modo l'impunità, ha affermato la ministra sangallese.

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