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Nessun aiuto eccezionale - 200 milioni di franchi - per i Cantoni allo scopo di rafforzare la formazione professionale di base.

Lo ha deciso oggi per 21 voti a 17 il Consiglio degli Stati, respingendo un'iniziativa parlamentare in tal senso del Consigliere nazionale Felix Müri (UDC/LU), approvata tacitamente dalla Camera del popolo l'8 settembre scorso.

Alla luce della penuria di personale specializzato e per rispondere all'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", il consigliere nazionale Felix Müri (UDC/LU) chiedeva un'offensiva da parte di Confederazione e Cantoni per sostenere la formazione professionale di base, specie per quei giovani adulti senza una formazione specifica. L'impegno finanziario della Confederazione avrebbe dovuto limitarsi a un importo annuo di 50 milioni per 4 anni.

Pur ammettendo che bisogna impegnarsi maggiormente in questo settore, soprattutto dopo il sì all'iniziativa popolare dell'UDC, la maggioranza del plenum ha fatto presente che il Consiglio federale si è già attivato.

La Camera dei cantoni ha inoltrato un postulato lo scorso settembre con cui invita il governo ad esaminare il problema e a proporre soluzioni, specie per quelle persone che non dispongono di una formazione professionale di base, ha dichiarato a nome della commissione Brigitte Häberli (PPD/TG)

A nome di una minoranza, Anita Fetz (PS/BS) ha giudicato insufficiente lo strumento del postulato. Ben 600 mila persone in Svizzera non dispongono di alcuna formazione professionale. "La situazione è allarmante", ha spiegato, aggiungendo che questi giovani rischiano in futuro di finire a carico dell'assistenza.

Nonostante l'appoggio di Daniel Jositsch (PS/ZH), secondo cui bisogna permettere ai giovani adulti che lo desiderano di recuperare il tempo perduto concludendo la formazione interrotta in precedenza, la Camera non si è fatta convincere.

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SDA-ATS