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La Camera dei cantoni ha bocciato, anche se di misura (16 voti a 13), una mozione che incaricava il Consiglio federale di introdurre una borsa dei transiti alpini entro l'apertura della galleria di base del San Gottardo prevista per il 2016.

Nelle intenzioni del consigliere agli Stati Markus Stadler (PVL/UR), autore dell'intervento parlamentare, la borsa dei transiti alpini dovrebbe essere applicata nel limite del possibile coordinandosi con gli Stati vicini, al fine di rispettare la legge federale sul trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia che prevede 650 mila transiti annui sotto le Alpi.

A sostegno del suo intervento, Stadler ha parlato dell'importanza di rispettare la Costituzione e la volontà popolare, come anche dei dei problemi di inquinamento generati da un traffico in costante aumento. L'attuale situazione è insoddisfacente poiché mina a suo avviso la politica di trasferimento.

Per la ministra dei trasporti Doris Leuthard è illusorio pensare che una borsa di transiti possa essere introdotta con l'avallo dei paesi vicini entro il 2016. "È già un grande progresso il fatto che i paesi confinanti, come l'Italia, abbiano accettato l'idea di rendere meno attrattivo il traffico su strada rispetto alla rotaia", ha spiegato.

La Consigliera federale ha ricordato che la Svizzera non può introdurre unilateralmente strettoie - come sarebbe la borsa dei transiti alpini - sugli assi di transito importanti senza l'accordo dei suoi vicini, come prevede l'accordo sul traffico terrestre siglato con l'Ue.

Quanto al rumore e all'inquinamento, mentre il primo è rimasto pressoché costante negli ultimi anni, il secondo è diminuito notevolmente anche grazie al miglioramento della tecnologia dei motori di auto e camion, ha sostenuto la Leuthard.

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SDA-ATS