Non è necessario vietare l'importazione di pinne di squalo per la preparazione di piatti a base di questo alimento, dal momento che simili prodotti non vengono introdotti in Svizzera. È quanto pensa il Consiglio degli Stati.

La Camera ha respinto per 22 voti a 15 una mozione del consigliere nazionale Oskar Freysinger (UDC/VS). Il dossier è liquidato.

Lo scorso marzo, il consigliere nazionale vallesano aveva giustificato un divieto con la caccia senza pietà e le sofferenze cui sono oggetto questi animali, privati delle pinne appena catturati e rigettati ancora vivi in mare. Freysinger aveva accennato all'esistenza di ristoranti nella Svizzera romanda che offrono piatti a base di questi prodotti.

Oggi, come durante la sessione primaverile, il consigliere federale Alain Berset ha sostenuto che dalle statistiche non risultano importazioni di pinne di squalo. A suo avviso, un divieto sarebbe soltanto simbolico.

Quanto ai ristoranti che propongono simili piatti, stando a ricerche svolte da chimici specializzati si è scoperto che la carne offerta non aveva nulla a che fare con le pinne di squalo. I gestori, ha spiegato il ministro friburghese, hanno dovuto modificare la carta del menù.

Diversi oratori favorevoli alla mozione hanno sostenuto il divieto. Benché simbolico, è necessario inviare un segnale chiaro in favore della tutela di questa specie marittima, minacciata.

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