Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Le persone oggetto di precetti esecutivi ingiustificati devono essere maggiormente protette. È quanto si prefigge una modifica di legge frutto di un'iniziativa parlamentare del "senatore" ticinese Fabio Abate (PLR) adottata oggi dal Consiglio degli Stati.

La revisione della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF) è già stata adottata dal Nazionale. Oggi gli Stati, pur d'accordo con gli obiettivi della revisione, hanno optato per un altro modello rispetto a quello accolto dalla Camera del popolo.

Nel corso del dibattito, Fabio Abate ha fatto notare che oggigiorno è possibile richiedere l'esecuzione di un soggetto senza provare l'esistenza di un credito. Non di rado, ha spiegato, un precetto esecutivo diventa un'arma di ricatto e quel che è peggio è che il registro in cui viene iscritto può essere consultato per cinque anni.

A una persona oggetto di un simile provvedimento può essere, per esempio, negato l'affitto di un appartamento o un lavoro. Ciò può avere conseguenze nefaste quando il soggetto di un precetto è una piccola impresa cui non viene concesso un credito bancario proprio per questo fatto.

Stando al relatore della commissione Rober Cramer (Verdi/GE) è possibile opporsi a simili precetti ingiustificati, ma le procedure sono lunghe e costose.

Una parte della destra ha giudicato inutile legiferare, nel timore di un aumento della burocrazia. Stando alla giurisprudenza, un precetto ingiustificato è considerato nullo, ha sostenuto Thomas Hefti (PLR/GL) invano: l'entrata in materia è stata infatti accettata per 34 voti a 7.

Nei fatti, ha replicato Cramer, è raro che un ufficio esecuzione e fallimenti decida di propria iniziativa di annullare un precetto esecutivo.

La soluzione proposta dalla commissione, meno complicata di quella accolta dal Nazionale, si prefigge che "gli uffici non debbano informare i terzi circa procedimenti esecutivi per i quali, a seguito di una richiesta presentata dal debitore alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla notifica del precetto esecutivo, i creditori non abbiano fornito la prova, entro un termine di 20 giorni impartito dall'ufficio esecuzioni, dell'avvio tempestivo di una procedura di eliminazione dell'opposizione".

Se la prova è fornita in seguito, ha precisato Cramer, o se l'esecuzione viene continuata, quest'ultima può invece essere comunicata a terzi.

La soluzione del Nazionale prevede che la persona destinataria di un precetto esecutivo ritenuto ingiustificato possa impedire che informazioni sul procedimento in corso vengano fornite a terzi. Secondo gli Stati, con un simile modello si rischia di depennare dal registro anche precetti esecutivi giustificati.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS