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Inizia oggi pomeriggio, al Consiglio degli Stati, il lungo dibattito sul progetto "Previdenza per la vecchiaia 2020". Quest'ultimo prevede l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni, un aumento dell'IVA e una diminuzione del tasso di conversione.

Le rendite dovrebbero però rimanere immutate grazie anche ad un aumento dei prelievi sui salari. Previsto pure un incremento dei vitalizi versati dall'AVS.

Il tema è complesso, tanto che prevede la modifica di ben 14 leggi. Durante la procedura di consultazione, la destra aveva chiesto di separare i vari dossier in modo da procedere più spediti con gli aspetti meno contestati della riforma

Il Consiglio federale, appoggiato anche dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), ha però mantenuto l'unità dell'incarto sostenendo che è necessario avere una visione d'insieme.

Le discussioni si annunciano lunghe: non si concluderanno prima di mercoledì. Solo la CSSS-S ha impiegato 45 ore per esaminare il voluminoso incarto. La documentazione con le modifiche di legge proposte dal governo, dalla maggioranza e dalla minoranza della commissione, conta 147 pagine.

Rispetto alla versione del governo, la CSSS-S ha apportato alcune modifiche importanti, in particolare per quel che concerne l'innalzamento dell'IVA e le misure volte a compensare la riduzione dell'aliquota di conversione prevista.

Questa dovrebbe infatti passare dall'attuale 6,8% al 6%. Per fare in modo che le rendite non diminuiscano, la Commissione propone che una parte delle misure di compensazione venga attuata attraverso l'AVS. Le nuove rendite del cosiddetto Primo pilastro dovrebbero così aumentare di 70 franchi, mentre il tetto della rendita per coniugi passare dal 150 al 155%.

Le misure relative all'AVS verrebbero finanziate con un aumento dei prelievi salariali di 0,3 punti percentuali (all'8,7%, una minoranza vorrebbe portarli all'8,9%) e da un aumento dell'IVA dell'1% al massimo. Il governo proponeva un aumento dell'imposta sul valore aggiunto dell'1,5%.

La Commissione si oppone invece alla soppressione totale della deduzione di coordinamento proposta dal governo; preferisce che ad essa si applichi una lieve riduzione.

Con il termine di "deduzione di coordinamento" s'intende la parte più bassa del salario che non è assicurata nel quadro del Secondo pilastro. Attualmente va da 0 a 24'675 franchi. Sopprimendola, come propone l'Esecutivo, i lavoratori dovranno pagare i contributi su tutto il salario assicurato (ossia da 0 a 84'600 franchi e non solo da 24'570 a 84'600 come avviene attualmente). La commissione propone di abbassare il limite a 21'150 franchi.

La Commissione chiede anche di assoggettare i giovani al pagamento dei contributi per il secondo pilastro già a partire dal 21esimo anno di età (oggi 25 anni, il governo propone 18 anni). La CSSS-S vuole poi scaglionare in modo diverso da quanto proposto dall'Esecutivo i contributi prelevati dal salario assicurato.

Altra misura contenuta nella Previdenza 2020: l'innalzamento a 65 anni dell'età di pensionamento per le donne. Una minoranza vorrebbe mantenere la situazione attuale. Se la proposta sarà confermata, i "senatori" dovranno anche decidere il ritmo di adeguamento: in sei anni come proposto dal Consiglio federale, o in quattro come auspica la commissione.

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SDA-ATS