Senza sorprese, gli Stati hanno deciso oggi tacitamente di non rinviare al Consiglio federale - come deciso invece dal Nazionale nel giugno scorso - il pacchetto di consolidamento e verifica dei compiti (Pcon) affinché il Governo presenti due scenari su come tenere sotto controllo i conti dello Stato.

La Camera dei cantoni, in sintonia con la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, giudica inevitabile che il parlamento affronti il problema per scongiurare un peggioramento della situazione finanziaria e rifletta su quali compiti "si può o si deve rinunciare e su cosa debba avere priorità". Il dossier ritorna alla Camera del popolo.

Pur concordando col Nazionale sul fatto che il progetto governativo dovrebbe presentare più rinunce vere e proprie a compiti e che non tutti i provvedimenti proposti dal Consiglio federale sono attuabili politicamente, gli Stati considerano importante esaminare le misure di risparmio e di rinuncia proposte dall'esecutivo affinché almeno i provvedimenti non contestati possano essere realizzati.

Nel giugno scorso, con 105 voti a 72, il Nazionale aveva rinviato al Consiglio federale il Pcon. La maggioranza non aveva tuttavia rimesso in causa la necessità di procedere a tagli. La proposta di non entrata in materia della sinistra, secondo cui il programma di economie da oltre 700 milioni di franchi all'anno a partire dal 2014 fino al 2016 è un passo sbagliato, era stata infatti respinta per 119 voti a 58.

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