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La ricerca e l'agricoltura dovranno risparmiare di meno in futuro rispetto ai piani del Consiglio federale. È quanto ha deciso oggi il Consiglio degli Stati durante l'esame del programma di stabilizzazione delle finanze federali approvato per 30 voti a 5 a 9 astenuti.

Il dossier va al Consiglio nazionale.

Il programma di stabilizzazione del Governo prevede minori uscite rispetto al piano finanziario di 2,7 miliardi di franchi per il triennio 2017-2019. Per il 2017 le minori uscite sono state fissate in 800 milioni, per il 2018 in 900 milioni e per l'anno seguente in 1 miliardo.

Rispetto a questo progetto, la commissione preparatoria degli Stati aveva deciso di aumentare i risparmi di 190,6 milioni. Questo obiettivo è stato completamente sconvolto oggi dal "plenum" che, in particolare, ha voluto fare un gesto per l'aiuto allo sviluppo, per la ricerca e l'innovazione e per l'agricoltura.

Meno tagli all'aiuto allo sviluppo

Circa l'aiuto allo sviluppo e umanitario, la commissione proponeva - anche se di misura - tagli su tre anni per 886,9 milioni invece dei 586,9 milioni del Governo, un aggravio insomma di 300 milioni esatti. Una proposta difesa in aula dal esponenti UDC e PLR.

Al voto, tuttavia, ha prevalso la versione meno "punitiva" del Governo. Il plenum ha giudicato questo ulteriore taglio poco ragionevole e completamente sproporzionato. Se accolto, solo il settore dell'aiuto allo sviluppo dovrebbe sobbarcarsi oltre un terzo dell'intero programma di stabilizzazione, ciò che è completamente esagerato, ha dichiarato in aula il "senatore" Fabio Abate (PLR/TI), spalleggiato anche dal Consigliere federale Ueli Maurer.

No soppressione posti doganali

Nel corso del dibattito, per quanto riguarda il personale federale la Camera dei cantoni ha deciso di togliere dal programma di stabilizzazione circa 16 milioni di franchi per evitare la chiusura di alcune dogane. I risparmi per il personale risultano quindi inferiori: 411,8 milioni su tre anni rispetto alla versione dell'Esecutivo di 428,4 milioni.

A proposito del settore migratorio, i "senatori" hanno voluto concedere 23,3 milioni supplementari in tre anni ai Cantoni. Per la maggioranza si tratta di aiutarli ad integrare il più velocemente possibile i migranti che hanno ottenuto protezione in Svizzera.

Ridotti tagli alla ricerca e innovazione

Per quanto attiene a ricerca e innovazione, il Consiglio federale aveva stabilito minori uscite su tre anni pari a 485,3 milioni. L'UDC avrebbe voluto rincarare la dose, mentre la commissione proponeva lo statu quo.

Al voto, tuttavia, l'ha spuntata la proposta di minoranza di Ruedi Noser (PLR/ZH) che prevede un drastico ridimensionamento - 196,2 milioni - dei tagli per questo settore considerato vitale per l'economia nazionale.

Agricoltura, no tagli a pagamenti diretti

In merito all'agricoltura, sia il Consiglio federale che la commissione proponevano un sacrificio di 190,4 milioni solo per i pagamenti diretti (255,5 in totale per l'agricoltura). Alla fine però, l'ha spuntata una minoranza eterogenea che domandava di non aggravare i bilanci già magri delle famiglie contadine. Per 31 voti a 12, questa voce è stata quindi azzerata.

Per 24 voti a 19, inoltre, sempre una minoranza è riuscita ad annullare i risparmi di 10 milioni riguardanti la promozione della qualità e delle vendite. No quindi ad economie sulle misure di marketing per il sostegno all'export elvetico (leggi: formaggi per esempio).

No tagli contributi premi assicurativi

Nel corso della seduta, il plenum ha deciso di allinearsi alla sua commissione stabilendo di non tagliare, come voleva il governo, i contributi federali destinati ai Cantoni per i sussidi di cassa malattia. Nella sua proposta, il Consiglio federale proponeva minori uscite per 150,5 milioni (biennio 2018-2019).

Nessun rinvio al Governo

Prima dell'esame particolareggiato del programma di stabilizzazione, la Camera dei Cantoni ha respinto (31 voti a 13) una proposta di rinvio al Consiglio federale difesa dal campo rosso-verde affinché il Governo rivedesse i propri piani.

Roberto Zanetti (PS/SO) ha invano perorato la causa del rinvio affinché il Consiglio federale riesamini il meccanismo del freno all'indebitamento tenendo conto degli interessi negativi e dell'apprezzamento del franco.

Stando al "senatore", l'esistenza di questi fattori permette un maggior spazio di manovra per il Governo che potrebbe approfittarne per decidere maggiori investimenti, ossi indebitandosi un po' di più, allo scopo di stimolare l'economia.

Il plenum non ha però seguito questo ragionamento giudicando invece urgente agire subito per garantire finanze equilibrate in un prossimo futuro.

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SDA-ATS