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CSt: tabacco, giro di vite su vendita e pubblicità per minori

Il Consiglio degli stati vuole proteggere maggiormente i minorenni dalla pubblicità e dal consumo di tabacco. KEYSTONE/APA/APA/HELMUT FOHRINGER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2019 - 16:42
(Keystone-ATS)

Il dibattito riguardante la revisione della legge sul tabacco, revisione volta a limitare la pubblicità per questi articoli proteggendo maggiormente i giovani dal tabagismo, proseguirà la settimana prossima.

I tentativi odierni di mitigare certe decisioni della commissione preparatoria, che prevedono anche un divieto generale di réclame su riviste, quotidiani e siti Internet (al momento tale divieto riguarda solo la radio e la tivù), sono falliti.

Non è improbabile che il Nazionale, quando si occuperà del dossier, tenterà di correggere questa decisione odierna della Camera dei Cantoni, da alcuni considerata "sproporzionata". La Camera del popolo ne discuterà tuttavia in una nuova composizione, dopo le elezioni del 20 di ottobre.

Per i sostenitori della linea dura, presenti sia a destra che a sinistra dello schieramento politico, è ora di fare qualcosa per arginare il tabagismo, una vera e propria piaga.

Bisogna insomma agire alla radice, ossia a livello di prevenzione, specie tra i più giovani: il 65% dei fumatori ha incominciato prima dei vent'anni a fumare, e una buona fetta prima dei 18.

Le conseguenze, come ha ricordato in aula anche il consigliere federale Alain Berset, sono sotto gli occhi di tutti: 9500 morti in media all'anno a causa del fumo per costi diretti pari a 1,7 miliardi di franchi. Se ci aggiungiamo le perdite di produttività, la fattura sale a 5,6 miliardi.

Tutto ciò contribuisce ad innalzare i costi sanitari e i premi malattia, prima preoccupazione degli Svizzeri. La tutela della salute deve avere la priorità sull'interesse economico: la Svizzera, è stato infatti detto più volte in aula, è tra l'altro sede di alcuni importanti produttori, quali Philip Morris.

Tra gli aspetti maggiormente delicati della revisione figura la pubblicità per i prodotti del tabacco. Il plenum ha voluto vietare la pubblicità rivolta ai minorenni. "No" nemmeno alla pubblicità che mette a confronto informazioni sui prezzi o promette regali. Previsto anche un divieto generale delle réclame su quotidiani, riviste e siti internet.

Altro punto della revisione che ha dato filo da torcere riguarda le sponsorizzazioni da parte dell'industria del tabacco. La revisione prevede il divieto di sponsoring per manifestazioni di carattere internazionale in Svizzera (per esempio Eurosong), ma anche di eventi organizzate dalla Confederazione, dai Cantoni o dai Comuni. Una minoranza avrebbe voluto stralciare questa aggiunta al disegno di legge del Governo decisa dalla commissione, ma è stata sopraffatta (23 a 19).

La settimana prossima, gli Stati dovranno decidere sul divieto di vendere ai minorenni prodotti del tabacco, sigarette elettroniche comprese. Attualmente alcuni cantoni prevedono un'età minima di 16 anni, mentre tre non hanno alcun limite. Per poter verificare il rispetto del divieto, la commissione vorrebbe consentire test d'acquisto.

La revisione legislativa regola anche in modo differenziato le sigarette tradizionali quelle elettroniche (e-sigarette), con o senza nicotina, e i prodotti del tabacco destinati a essere riscaldati (narghilé o shisha). Anche questi prodotti saranno sottoposti alla legge federale concernente la protezione contro il fumo passivo e pertanto sarà vietato utilizzarli nei luoghi in cui è attualmente vietato fumare.

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