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BERNA - Contro il parere del Nazionale, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi con 25 voti contro 6 di non imporre una pena privativa della libertà minima di cinque anni per le persone colpevoli di violenza carnale collettiva.
La Camera del Popolo aveva accolto l'iniziativa parlamentare dell'Unione democratica di centro (UDC) con 98 voti contro 76. Per la maggioranza di destra, la legislazione attuale non è sufficientemente severa.
A nome della commissione preparatoria degli Stati, Anne Seydoux (PPD/JU) ha invitato il plenum alla prudenza e a non lasciarsi influenzare da alcuni casi ampiamente pubblicizzati dai media. La giurassiana ha ricordato che con una pena minima di cinque anni, la violenza carnale collettiva sarebbe posta sullo stesso piano dell'omicidio intenzionale. È opportuno che il giudice, pronunciando la pena, possa tenere conto di tutte le circostanze, ha sottolineato.

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SDA-ATS