Confrontato con un nuovo tentativo di introdurre su scala nazionale un divieto di mostrarsi in pubblico a volto coperto, il Consiglio degli Stati ha oggi preferito temporeggiare. Con 33 voti contro 8, i "senatori" hanno deciso di rinviare alla commissione preparatoria una mozione di Peter Föhn (UDC/SZ) che esigeva il perseguimento penale contro le persone "mascherate" che compiono episodi di violenza durante manifestazioni pubbliche.

Prima di prendere delle misure, Karin Keller-Sutter (PLR/SG) ha proposto di ascoltare i cantoni. Taluni, come Berna, hanno infatti già introdotto un divieto di coprirsi il volto in pubblico. L'autore della mozione non si è opposto a questo modo di procedere: "poco importa la strada da percorrere, l'essenziale è che si faccia qualche cosa", ha affermato Föhn.

In giugno, il Consiglio degli Stati aveva nettamente respinto una mozione simile di Hans Fehr (UDC/ZH), che il Nazionale aveva invece adottato. La maggioranza dei "senatori" aveva allora ritenuto che il testo non avrebbe risolto il problema della violenza in pubblico: basti pensare agli ingenti danni materiali e le aggressioni a persone avvenuti durante la recente manifestazione "Tanz dich Frei" ("Liberati ballando"), nonostante a Berna esista il divieto di mostrarsi a volto coperto.

Altri oratori avevano sottolineato che si sarebbe trattato di una ingerenza da parte della Confederazione, visto che l'ordine pubblico nel corso di manifestazioni è di competenza dei cantoni.

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