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ANKARA - Il governo turco vuole farla finita una volta per tutte con la guerriglia curda, che da 26 anni insanguina il Paese, e ha deciso di cambiare tattica. Infatti, per debellare i ribelli sul terreno quanto prima inviera' le proprie truppe oltre il confine con l'Iraq in quella che sara' una vera e propria offensiva e non una delle solite incursioni contro i separatisti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) che hanno rifugi, depositi d'armi e campi d'addestramento sulle montagne dell'Iraq settentrionale.
Di questa offensiva - di cui ad Ankara si aveva sentore ormai da settimane - ha scritto oggi il diffuso quotidiano filo- governativo Today's Zaman, citando un anonimo funzionario del governo. La parte principale di questo piano militare contro i ribelli curdi prevede e conta sul supporto di Iran e Siria, in entrambi i quali sono presenti folti gruppi armati curdi.
L'appoggio dei Paesi confinanti consistera' nel bloccare ogni via di fuga ai guerriglieri del Pkk dopo che le truppe turche li avranno messi con le spalle al muro in territorio nord iracheno. Secondo fonti attendibili, il Pkk nell'Iraq del Nord conterebbe su circa 6.000 militanti (2.000 dei quali di origine siriana) rispetto ai 10.000 dei primi Anni '90. Da diverse centinaia a circa 2.000, invece, i ribelli attivi tra Siria e Iran.

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SDA-ATS