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Cure infermieristiche: no ai contributi di formazione, commissione

La Commissione della sanità degli Stati non vuole contributi individuali per promuovere l'accesso alla formazione infermieristica. Immagine d'archivio. KEYSTONE/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2020 - 10:42
(Keystone-ATS)

Dal potenziamento delle cure infermieristiche vanno esclusi i contributi individuali volti a promuovere l'accesso alla formazione. È quanto propone la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati.

La presa di posizione è stata decisa nel corso della deliberazione in dettaglio sul controprogetto indiretto all'Iniziativa popolare sulle cure infermieristiche, approvato dal Nazionale nella sessione invernale dello scorso anno, ricorda un comunicato odierno dei Servizi del Parlamento.

La rinuncia al contributo è stata decisa di misura, con 7 voti contro 6. Secondo la maggioranza non vi è motivo che la Confederazione sostenga finanziariamente chi segue una formazione in cure infermieristiche ma non gli altri studenti. La questione del finanziamento degli studi si pone infatti con riguardo a tutti i cicli di formazione.

Oltre a questo, il finanziamento sarebbe un'ingerenza nella ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni, il che è inopportuno anche per motivi di ordine politico-istituzionale, sostiene ancora la maggioranza.

Una minoranza è in linea di principio favorevole al mantenimento dei contributi, poiché consentirebbero di assicurare il numero supplementare di studenti di cui si ha urgente bisogno. Al contempo è dell'avviso che la decisione di avvalersi o meno di tale strumento spetti ai Cantoni. Un'altra minoranza ritiene che i Cantoni dovrebbero essere tenuti a concedere i contributi in questione, come deciso dal Nazionale.

La commissione proseguirà le deliberazioni nel corso della prossima seduta.

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