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Il rover della Nasa Curiosity si trova a soli 2,5 metri dal suo primo bersaglio sulla superficie di Marte: è una roccia grande quanto un pallone da calcio sulla quale sarà condotta la prova generale in vista del primo utilizzo del trapano montato sul braccio del robot-laboratorio.

Sulla roccia, infatti, situata a metà strada fra il sito di atterraggio e il luogo che il rover si appresta a raggiungere, chiamato Glenelg, Curiosity userà per la prima volta il braccio robotico. Nei prossimi giorni, gli esperti della Nasa prevedono di 'toccarè la roccia con uno spettrometro e una fotocamera che scatterà primi piani. Entrambi gli strumenti, sottolineano gli esperti della Nasa, serviranno a determinare la composizione della roccia.

La roccia è stata chiamata 'Jake Matijevic' in ricordo di Jacob Matijevic, scomparso nell'agosto scorso, l'ingegnere della Nasa a capo delle operazioni di superficie del Mars Science Laboratory e, in particolare, del progetto del rover Curiosity. Per raggiungere questa roccia Curiosity ha 'marciatò sei giorni di fila. Una volta raggiunta la zona di Glenelg, gli esperti della Nasa prevedono di scegliere una roccia sulla quale usare per la prima volta il trapano di Curiosity e il 'laboratoriò che analizzerà i campioni di roccia polverizzati.

La zona di Glenelg è stata scelta come primo obiettivo di Curiosity perchè in essa si intersecano tre tipi di terreno, uno dalle tonalità più chiare, un altro dalle tonalità più scure e uno più ricco di crateri rispetto ai terreni che Curiosity sta attraversando ora. Inoltre il suolo più chiaro è di particolare interesse perchè trattiene il calore durante il giorno fino a notte fonda, e ciò suggerisce una composizione insolita.

Per scegliere i potenziali bersagli del rover, i ricercatori che lavorano alla missione 'perlustranò l'area con la fotocamera Mast Camera (Mastcam) montata sul rover. Oltre a scattare immagini del suolo, la fotocamera ha volto lo 'sguardò anche verso l'alto. Di recente Mastcam è stata puntata verso il Sole e ha osservato le due lune di Marte Phobos e Deimos mentre passavano davanti al Sole per studiare le variazioni delle orbite dei due satelliti.

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SDA-ATS