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Il messaggio ricattatorio di WannaCry agli incauti che se lo trovano sul computer

(sda-ats)

La situazione, almeno per il momento, si è fatta più tranquilla dopo il cyberattacco su scala mondiale registrato negli ultimi giorni, secondo gli specialisti della Confederazione.

Non è però ancora il caso di parlare di cessato allarme, ritiene Pascal Lamia, capo della Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (MELANI).

"Il trojan (cavallo di Troia informatico, ndr) può essere adattato in ogni momento per avviare un nuovo, molto più efficace attacco che sfrutti una falla non ancora nota e contro la quale ancora non si conosce un rimedio", ha detto oggi Lamia all'ats. Di conseguenza, gli specialisti di MELANI mantengono alta la guardia e seguono attentamente gli sviluppi nazionali e internazionali.

Nelle ultime 24 ore non sono state comunicate a Berna nuove infezioni dopo quelle, assai limitate in Svizzera, causate dal ransomware (software malevolo che infetta i computer e ne limita l'uso per poi chiedere un riscatto in cambio del ripristino) WannaCry: ieri Lamia, interpellato dall'ats, aveva parlato di circa 200 indirizzi IP elvetici colpiti.

Nello stesso senso di MELANI si sono pronunciati anche gli organi omologhi di altri paesi, in particolare Germania, Francia e Stati Uniti. A livello mondiale WannaCry aveva raggiunto nel fine settimana 200'000 obiettivi in 150 paesi.

SDA-ATS

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