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Una banca dati per evitare di importare, assieme a cuccioli di cane, anche malattie pericolose.

È quanto si prefigge la banca dati nazionale amicus.ch attiva da inizio gennaio 2016 alla quale dovranno rivolgersi tutti i proprietari di questi animali. Le informazioni delle bestie schedate nell'archivio Anis verranno automaticamente trasferite nel nuovo data base, indica una nota odierna dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.

La registrazione consente di contrastare le importazioni illegali di cuccioli, magari non vaccinati, e di cani malati, e quindi la diffusione di patologie pericolose per gli animali e anche per l'uomo, come la rabbia. La nota ricorda che la metà dei cani viene importata. La banca dati permette inoltre di viaggiare senza impedimenti con il proprio cane oltre confine.

L'identificazione elettronica mediante microchip e la completa registrazione rappresentano, secondo la nota, "gli elementi basilari per garantire una completa tracciabilità e una migliore tutela dei nostri cani e della popolazione".

Amicus.ch è stata sviluppata da un'azienda privata in accordo con i cantoni. Raccoglie le informazioni di tutti i cani detenuti o importati in Svizzera, compreso ogni di proprietario.

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SDA-ATS