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L'attivista Mark Hughes

KEYSTONE/AP Dallas Police Department

(sda-ats)

La sua foto è stata ritwittata centinaia di volte. E il suo profilo Facebook invaso da minacce. Mark Hughes è stato bollato come "persona di interesse", uno dei sospettati dell'attacco a Dallas.

Ma Hughes è completamente estraneo ai fatti e ora ritiene di essere stato "diffamato" dalla polizia perché afroamericano con un fucile.

Hughes è uno dei manifestanti armati che ha partecipato alla marcia di giovedì, quella in cui il killer Micah Johnson ha ucciso cinque agenti. Con sé Hughes portava legalmente il suo fucile AR-15: era infatti uno della ventina di manifestanti armati descritti dal sindaco di Dallas.

Avvertiti i primi spari il fratello, Cory Hughes, gli ha consigliato di consegnare l'arma alla polizia per evitare problemi. Mark Hughes ha seguito il consiglio del fratello. Ma non è valso a molto: poco dopo il primo bilancio delle vittime, la polizia ha diffuso una sua foto, descrivendolo come sospettato.

"È stato interrogato senza un avvocato, il suo telefono è stato perquisito e controllato senza mandato" riferisce uno dei suoi legali. "Il mondo lo ha visto come un killer, perché era un nero con un fucile" aggiunge, senza escludere un'azione legale nei confronti della polizia da parte del suo assistito.

L'interrogatorio sarebbe durato più di mezz'ora, durante la quale Hughes sarebbe stato sommerso di domande sul perché voleva uccidere agenti. A Hughes sarebbe stato detto anche che alcuni testimoni lo avevano visto sparare.

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SDA-ATS