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FRIBURGO - Gli inquirenti fiscali di Friburgo in Brisgovia esprimono dubbi sulla qualità delle informazioni bancarie su presunti evasori contenute nei dischetti informatici offerti un anno fa alle autorità tedesche. Una prova a campione su 52 casi ha infatti dato risultati deludenti.
A dirlo, alla "Badische Zeitung" in edicola domani, è il portavoce della polizia tributaria di Friburgo Theo Herold. "Si tratta, per ogni caso, di poche migliaia di euro. Dal punto di vista del diritto penale, simili vicende verrebbero archiviate e dal profilo fiscale c'è poco da recuperare".
Herold ha indicato che nei primi mesi del 2009 alla polizia tributaria è stata proposta una lista di 1700 presunti evasori, sparsi in tutto il territorio nazionale, che avrebbero depositato denaro in Svizzera in modo illegale. L'anonimo autore dell'elenco ha chiesto un compenso di mezzo milione di euro e fornito, in un primo tempo, i dati di 52 persone residenti nel Baden-Württemberg.
Le autorità hanno svolto le necessarie verifiche e sono giunti alla conclusione che non vi sono i presupposti per avviare indagini penali a largo raggio.

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SDA-ATS