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Deflussi minimi: cantoni ancora molto in ritardo

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 marzo 2012 - 17:24
(Keystone-ATS)

Le associazioni nazionali di protezione delle acque lanciano l'allarme: a fine del 2012 scade il periodo entro il quale i cantoni e le aziende elettriche devono risanare i corsi d'acqua con portata insufficiente o in secca. In alcuni luoghi si è però ancora molto in ritardo.

La Comunità svizzera di lavoro per la natura e il paesaggio (Rheinaubund), AquaViva e la Fondazione della Greina invitano pertanto la Confederazione, i cantoni e le società elettriche a non perdere ulteriore tempo per risolvere la questione dei deflussi minimi. Il mandato costituzionale del 1975 deve essere finalmente realizzato, affermano le tre associazioni in una nota congiunta.

Un'indagine effettuata a fine febbraio dalla Confederazione mostra che dei 817 prelievi d'acqua che i cantoni devono risanare, solo 306 (il 37%) lo sono effettivamente stati.

Il Parlamento e il Sovrano hanno approvato nel 1975 una modifica costituzionale che chiedeva un deflusso minimo adeguato nei torrenti e nei fiumi svizzeri. Con la Legge federale sulla protezione delle acque del 1991 (in vigore dal 1992) il governo ha fissato le norme di applicazione.

Ai cantoni venivano dati 15 anni di tempo per adeguarsi. Nel 2003, per via del programma di risparmio, il programma è stato prorogato per altri 5 anni fino al 2012.

A fine 2010, la situazione era però lungi dall'essere risolta: due cantoni non avevano effettuato nessuna bonifica idrica (AR e VS). Nei cantoni BE, FR, GR, NE, SO, TG, UR e VD meno del 20% dei corsi d'acqua interessati era stato risanato.

Hanno riabilitato più del 20% dei loro torrenti i cantoni AG, GL, JU, LU, EW, SG, ST, TI, ZG e ZH. Hanno invece portato a termine il programma i cantoni AI, BL, BS, GE, SH, SO.

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