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Delegati PLR: rapporti con UE, via bilaterale migliore soluzione

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 ottobre 2010 - 15:06
(Keystone-ATS)

HERISAU AR - Per il PLR la via bilaterale rimane al momento la migliore soluzione nei rapporti con l'UE: non sono attualmente immaginabili né l'adesione all'Unione, né l'ingresso nello Spazio economico europeo, né tanto meno una scelta isolazionista. È questo il contenuto essenziale del documento programmatico di politica estera approvato oggi dai delegati del partito riuniti in assemblea a Herisau (AR).
L'atteggiamento da assumere nei confronti dell'UE è stato però oggetto di intense discussioni: una minoranza di 52 delegati - fra loro ad esempio i consiglieri nazionali Christa Markwalder (BE) e Ignazio Cassis (TI) - chiedevano che la scelta di un ingresso nella comunità dei Ventisette non fosse completamente esclusa. La maggioranza dei presenti ha però seguito le indicazioni del presidente Fulvio Pelli, che ha chiesto un pronunciamento chiaro in favore della via bilaterale.
Secondo il documento la politica estera è la difesa di interessi nazionali e deve essere condotta in modo "offensivo" e "globale", attraverso la cooperazione e la solidarietà: chiudersi su stessi nuoce per contro alla prosperità del paese, compromette l'indipendenza e porta in un vicolo cieco. È nell'interesse della Svizzera contribuire alla stabilità dell'Europa: gli accordi bilaterali sono una base solida per le relazioni con l'UE.
Per portare avanti una politica estera efficace è però necessario essere uniti all'interno del paese: i partiti e il Consiglio federale devono parlare all'unisono, raccomanda il testo. Il PLR vuole inoltre valorizzare il mandato del presidente della Confederazione, prolungando a due anni la carica, come proposto mercoledì scorso dal governo. Il partito si attende inoltre che l'esecutivo sia collegiale e che operi in modo coordinato e con coerenza.

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