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Circa 500 persone si sono riunite oggi sull'Helvetiaplatz di Zurigo per protestare contro l'espulsione della comunità cristiana dalla città di Mossul, nel nord dell'Iraq, ad opera dei "jihadisti".

L'escalation della violenza contro i cristiani i loro luoghi di culto ci ha indotto a reagire, ha detto Lukas Sagur, vicepresidente della sezione svizzera di "European Syriac Union" (ESU Youth), che ha organizzato la manifestazione.

Le violenze colpiscono caldei, assiri, aramaici, che vengono posti di fronte a una scelta: convertirsi all'Islam, pagare tangenti, oppure ancora lasciare la città, ha detto Sagur.

"Chiese, conventi, quartieri residenziali e il patrimonio culturale del nostro popolo vengono distrutti", si legge in un appello rivolto ai manifestanti.

ESU Youth, che in Svizzera conta 150 affiliati, afferma in un comunicato che l'obiettivo della dimostrazione è di lanciare un grido di allarme: l'istituzione di un califfato in Siria e Iraq da parte dei "jihadisti" costituisce una minaccia per le minoranze religiose, per i musulmani moderati e per l'intera umanità. ESU Youth è attiva anche in Germania, Belgio e Svezia.

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SDA-ATS