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L'idea di un "corsetto federale" per il calcolo del moltiplicatore comunale d'imposta potrebbe anche non essere appoggiata dal Consiglio degli Stati, quando dovrà affrontare la revisione dell'imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa.

Lo ha dichiarato oggi il il presidente della Deputazione ticinese alle Camere federali, Giovanni Merlini (PLR), illustrando il lavoro svolto durante la sessione primaverile del Parlamento.

La revisione dell'imposizione alla fonte del reddito dovrebbe permettere in futuro anche ai frontalieri di essere tassati in via ordinaria, così come prevede una sentenza del Tribunale federale del 2010. Ciò significa che tali soggetti potranno beneficiare, se opteranno per questa possibilità, delle deduzioni fiscali del caso come se fossero residenti.

Nel corso delle deliberazioni, il Nazionale ha anche voluto introdurre nella legge una disposizione che prevede un metodo di calcolo federale per determinare il moltiplicatore comunale, onde evitare "derive punitive", come aveva affermato in aula la relatrice della commissione Ada Marra (PS/VD).

Quest'ultima si riferiva alla decisione del Gran consiglio ticinese, risalente al 2014, di innalzare il moltiplicatore comunale dal 78% (media cantonale) al 100%. Una disposizione che ha indispettito il Governo italiano, che ha parlato di discriminazione.

Secondo il Consigliere nazionale Marco Chiesa (UDC), all'origine della proposta di aumentare il moltiplicatore che genera per il Cantone 20 milioni di franchi di entrate supplementari, non vi è alcuna discriminazione. Il suo gruppo voterà agli Stati contro il "corsetto" voluto dal Nazionale per il moltiplicatore comunale, trattandosi di una materia sulla quale l'Amministrazione federale non ha competenza.

Se per Merlini i giochi sono aperti alla Camera dei Cantoni, visto il ruolo tradizionale svolto dai "senatori" quali paladini del federalismo fiscale, secondo Fabio Regazzi (PPD) "non troveremo molti alleati al di fuori del nostro Cantone" in Consiglio nazionale.

Svizzera-Ue, abbiamo bisogno di alleati

A prescindere tuttavia dall'esito del dibattiti nella seconda Camera - i "senatori" dovrebbero in ogni caso confermare l'impianto generale della legge, n.d.r - per Merlini è giunto il momento di seppellire l'ascia di guerra con l'Italia.

"Abbiamo bisogno di alleati", "di un salto di qualità", ha sostenuto il deputato locarnese, facendo riferimento alla questione della libera circolazione e dell'applicazione dell'articolo costituzionale contro l'immigrazione di massa.

L'adozione di un albo dei "padroncini" e la questione del casellario giudiziale obbligatorio per frontalieri e permessi B che intendono lavorare in Ticino non facilitano le relazioni con Roma, con cui si spera di giungere a una finalizzazione degli accordi fiscali entro fine giugno.

Una "normalizzazione" delle relazioni con l'Italia è quindi importante per Merlini in vista dell'apertura di negoziati veri e propri con Bruxelles dopo il referendum in Gran Bretagna - previsto per il 23 di giugno - sulla cosiddetta "Brexit".

Imposizione imprese, riforma importante per Ticino

Tra gli altri temi con riflessi importanti per il Cantone a Sud della Alpi, Merlini ha evocato la riforma III della tassazione delle imprese, dossier approvato oggi dal Consiglio nazionale quale seconda Camera.

Per il Ticino si tratta di una riforma importante, dal momento che circa 1400 società - compresi svariati posti di lavoro e importanti introiti fiscali - sono toccati dalla prevista abolizione degli statuti fiscali privilegiati invisi all'Ue e all'OCSE.

"Benché a breve termine la riforma causerà qualche mal di pancia, a medio e lungo termine ci attendiamo dei benefici", ha commentato Ignazio Cassis (PLR). Si tratta insomma di preservare l'attrattiva della piazza economica ticinese. Viste le perdite fiscali che tale riforma comporterà, la sinistra ha già minacciato il referendum.

Politecnico federale anche in Ticino?

Molto interessante è stato anche l'incontro col presidente del Politecnico federale di Zurigo, Lino Guzzella. Quest'ultimo si è detto aperto alla possibilità che anche in Ticino diventi la sede di un Politecnico, come Zurigo e Losanna, ha sostenuto Merlini.

Attualmente, l'Università della Svizzera italiana e il Poli collaborano già per il master in medicina che verrà offerto dal 2019. Secondo Merlini, si tratta di rafforzare i legami tra il Politecnico di Zurigo e gli istituti rinomati già attivi sul territorio cantonale, come il Centro di calcolo e l'Istituto di ricerca in biomedicina, allo scopo di creare un polo di eccellenza, un vivaio per future istituti e aziende attive nelle tecnologie di punta.

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SDA-ATS