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Come era prevedibile, gli Svizzeri hanno detto un chiaro "no" all'iniziativa popolare promossa da Gioventù socialista (Giso) "Contro la speculazione sulle derrate alimentari".

Il testo, che chiedeva il divieto in Svizzera delle operazioni speculative sui mercati finanziari connessi ai mercati agricoli "fisici", è stato respinto con il 59,9% dei voti e da quasi tutti i cantoni.

In Ticino il "no" è stato del 58,2%, nei Grigioni del 61,9%. Nella maggior parte dei cantoni le schede contrarie hanno superato il 60%. Le percentuali più elevate di "no" sono state registrate a Nidvaldo (69,1%), Obvaldo (68,5%), Zugo (67,9%), Appenzello Interno (67,4%) e Svitto (66,6%). Gli unici ad aver approvato al testo sono stati il Giura (50,5% di "sì") e Basilea Città (50,4%). La partecipazione ha superato il 60%.

La maggior parte degli elettori - 1'781'596 - ha quindi seguito i pareri di governo e parlamento, che raccomandavano di respingere la modifica costituzionale, poiché avrebbe danneggiato la piazza economica svizzera. Secondo il Consiglio federale e la maggioranza borghese delle Camere, l'iniziativa di Giso perseguiva nobili obiettivi - combattere la povertà e la fame nel mondo - ma con mezzi sbagliati. A loro avviso, il divieto delle operazioni speculative sarebbe stato non solo inefficace, ma avrebbe anche pregiudicato il benessere economico della popolazione elvetica.

I cittadini oggi hanno dato loro ragione. Se si osserva nel dettaglio l'esito delle urne, non c'è stato un notevole divario regionale tra chi intendeva bocciare il testo e chi manifestava più simpatia per l'iniziativa. La maggioranza dei cantoni, indipendentemente dalla regione linguistica, ha bocciato l'iniziativa.

Giso: "ora governo non riduca aiuto allo sviluppo"

Delusione ovviamente tra i promotori, anche se i sondaggi avevano pronosticato un netto "no". Il presidente di Giso, Fabian Molina si attende ora che "gli oppositori mantengano le promesse fatte durante la campagna". Giso chiede inoltre al Consiglio federale di non ridurre l'aiuto allo sviluppo.

"Una riduzione sarebbe interpretata come un segnale di disprezzo", ha aggiunto Molina. Il presidente di Gioventù socialista invita inoltre il governo ad applicare l'Agenda 2030 dell'ONU per uno sviluppo sostenibile. Uno degli obiettivi dell'Agenda è proprio quello di ridurre l'estrema volatilità dei prezzi delle derrate alimentari.

Partiti borghesi soddisfatti

Dal canto loro, i partiti borghesi si sono dichiarati molto soddisfatti dell'esito della votazione popolare. A loro avviso, l'approvazione del testo avrebbe avuto conseguenze negative per la Svizzera. "L'obiettivo era lodevole (...) ma l'aumento dei prezzi ha altre cause, quali i conflitti o la situazione politica locale", ha dichiarato all'ats il vicepresidente del PPD, Dominique de Buman (FR).

Un altro argomento che ha giocato a sfavore dell'iniziativa è la presenza di numerose società commerciali ("trading") sul territorio svizzero (soprattutto a Ginevra e Zugo, ma anche in Ticino). "In caso di sì, queste ultime avrebbero potuto spostare la loro sede all'estero, con conseguenze negative a livello di impieghi e gettito fiscale", ha sottolineato de Buman.

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SDA-ATS