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Derrate alimentari, speculazione finanziaria è criminale

La speculazione finanziaria con prodotti alimentari non è la sola causa della fame nel mondo, ma vi contribuisce in maniera criminale.

Per questo, un comitato in rappresentanza di piccoli contadini biologici chiede con forza di sostenere l'iniziativa di Gioventù socialista "Contro la speculazione sulle derrate alimentari" in votazione il 28 di febbraio.

"Si tratta soprattutto di un gesto di solidarietà nei confronti dei contadini attivi nei Paesi in via di sviluppo", ha esordito la consigliera nazionale, nonché coltivatrice biologica, Maya Graf (Verdi/BL). Rispetto ai colleghi che vivono nel Sud del mondo, infatti, "i nostri agricoltori sono maggiormente protetti dalle forti oscillazioni dei prezzi grazie ai dazi doganali e ai pagamenti diretti".

È quindi un dovere morale sostenerli, ha spiegato la deputata basilese, secondo cui molti agricoltori voteranno a favore dell'iniziativa proprio per questo motivo, nonostante l'Unione svizzera dei contadini abbia preferito non prendere una posizione netta (ha infatti lasciato libertà di voto, n.d.r).

Stando alla Graf, il fenomeno della speculazione finanziaria sulle derrate alimentari si è accentuato nell'ultimo decennio, dopo lo scoppio della bolla della new economy e di quella immobiliare agli inizi del 2000. Tenuto conto della crescita della popolazione e del minor numero di terre coltivabili, i mercati finanziari hanno giudicato interessante investire nell'acquisto e vendita - spesso solo sulla carta - di prodotti agricoli, ciò che spiega i repentini aumenti di prezzo.

Simili operazioni, compiute in periodo di scarsi raccolti o siccità, hanno aggravato le condizioni di vita di milioni di contadini, come è stato il caso delle crisi alimentari del 2007-2008. D'un tratto, i prodotti agricoli hanno subito un'impennata fulminea, obbligando gli agricoltori a svenarsi per potersi nutrire. Questa situazione di crisi sfocia in sommosse e proteste, ha sottolineato.

Urs Brändli di Bio Suisse e Regina Fuhrer-Wyss dell'Associazione dei piccoli contadini hanno rimarcato lo iato esistente tra il "no" del Consiglio federale all'iniziativa e gli obiettivi che quest'ultimo si è fissato aderendo all'agenda ONU per lo sviluppo sostenibile.

Quest'ultima persegue, per esempio, la sicurezza alimentare, un obiettivo che invece viene meno se si sostiene - come fa il Governo - la speculazione adducendo che in questo modo si preserva la piazza economica, tra l'altro tra le più importanti a livello mondiale per quanto riguarda il commercio di materie prime.

La responsabile di Uniterre, Valentina Hemmeler Maïga, e Martin Köchli di Bioforum, hanno spezzato una lancia in favore di un'agricoltura più vicina al territorio e non ostaggio delle grandi multinazionali e dei mercati finanziari.

Più della metà della popolazione mondiale coltiva la terra per vivere e questa attività è quindi decisiva per la sicurezza alimentare di tutti. Per questo, hanno argomentato, gli agricoltori hanno bisogno di prezzi stabili che garantiscano loro introiti sufficienti sia per vivere che per continuare a produrre.

Spesso, invece, a causa delle forti oscillazioni dei prezzi, molti agricoltori rinunciano a coltivare la terra oppure vendono i loro appezzamenti alle grandi multinazionali. La speculazione a breve termine è in contraddizione con i tempi dell'agricoltura, settore che si muove al ritmo della natura e non a quello frenetico delle Borse teso a massimizzare i profitti.

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