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BERNA - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) deve risparmiare sul personale. Per questo, i diplomatici navigati sulla sessantina saranno invogliati ad andare in pensione anticipatamente, ha dichiarato il portavoce del DFAE Erik Reumann, confermando una notizia della NZZ am Sonntag in edicola oggi e un servizio della televisione romanda.
Negli ultimi anni, le uscite per il personale sono cresciute facendo lievitare il deficit. Già nel 2009, il DFAE aveva superato il preventivo di 7,5 milioni; alla fine di quest'anno il "buco" rischia di essere ancora maggiore. Per questo sono necessari correttivi, ha spiegato Reumann.
Stando al capo del personale del DFAE Thomas Karlen, citato dal domenicale zurighese, i costi per il personale sono piuttosto rigidi e, nel caso di questo dipartimento, rappresentano l'uscita più importante. Per questo i tagli al preventivo del DFAE decisi dal Parlamento si ripercuoteranno soprattutto sull'impiego.
Da qui l'idea di ricorrere a pensionamenti anticipati, anche perché l'attuale struttura d'età degli impiegati del DFAE non favorisce un ricambio a breve termine. Dei circa 1100 collaboratori impiegati in ambasciate o consolati, solo circa 35 hanno tra i 62 e i 65 anni.
Stando a Karlen, almeno una parte di queste persone dovrebbe andare in pensione anticipatamente. I diplomatici che ottemperano a determinate condizioni potrebbero andarsene a 62 anni senza subire tagli alla rendita. Tra le altre misure di risparmio citate da Karlen figura il blocco delle assunzioni in vigore dal 2008 alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione.

SDA-ATS