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DFAE: liberato svizzero sequestrato in Colombia

Il cittadino elvetico e il suo cane sono state liberati ieri dall'esercito colombiano nel nord del dipartimento di Cauca, nella regione sud-ovest del Paese KEYSTONE/EPA/Mauricio Duenas sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 giugno 2020 - 08:12
(Keystone-ATS)

Un cittadino svizzero tenuto in ostaggio in Colombia da circa tre mesi è stato liberato ieri dall'esercito colombiano. Lo ha annunciato ieri sera il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L'uomo si trova in buona salute.

Il cittadino elvetico, che secondo Radio Caracol è un pensionato svizzero della banca britannica Coutts (di proprietà della Royal Bank of Scotland), era stato rapito lo scorso 20 marzo nel nord del dipartimento di Cauca, nella regione sud-ovest del Paese. L'esercito lo ha salvato ieri, ha indicato in una nota il DFAE, senza tuttavia fornire precisazioni sull'identità delle persone per ragioni di protezione dei dati. Il nome del cittadino elvetico, tuttavia, è già rimbalzato su diversi media.

Insieme al cittadino svizzero è stato liberato anche un brasiliano, pure lui sequestrato presumibilmente da un gruppo dissidente delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) denominato "Columna Móvil Dagoberto Ramos", che non ha firmato l'accordo di pace nel 2016. Sempre secondo l'emittente colombiana, per liberare i due i militari hanno fatto irruzione in una casa dove erano tenuti sotto custodia da un uomo, armato e collegato con una ricetrasmittente, che è stato arrestato.

Per chiarire quanto accaduto è attualmente in corso un'indagine. Il DFAE ha ringraziato le autorità colombiane e in particolare l'esercito per l'intervento riuscito. In un tweet, anche il consigliere federale Ignazio Cassis si è detto sollevato per l'operazione: "Un cittadino svizzero rapito è stato liberato oggi in Colombia. Sono sollevato e grato alle autorità colombiane che hanno reso possibile tutto questo", ha scritto il capo del DFAE.

La regione nel dipartimento di Cauca è una delle zone più colpite dalla violenza di gruppi armati, che si finanziano con il traffico di droga e l'estrazione illegale di minerali.

Riscatto di oltre 250'000 franchi

Durante una conferenza stampa, l'ostaggio elvetico - che lavorava in ambito giudiziario - ha spiegato che lui e il cittadino brasiliano sono stati rapiti in marzo nello stesso momento, mentre erano in viaggio turistico sulla costa dell'Oceano Pacifico.

I due sono stati intercettati nella piccola cittadina di Corinto mentre erano sulla via del ritorno per la capitale Bogotá. Un membro del gruppo di dissidenti li aveva minacciati con una pistola mentre cenavano al ristorante. "Ci disse che erano arrivati al cimitero", ha detto l'ostaggio elvetico, che parla anche spagnolo.

I due sono stati sequestrati insieme ai loro due cani e portati in una casa di campagna, dove l'esercito ha fatto irruzione ieri.

I rapitori avevano chiesto alla famiglia svizzera un riscatto pari a 266'000 dollari (circa 253.000 franchi), poi ridotto a 1'300 dollari. "Hanno chiamato mia figlia una volta e le hanno parlato di una certa somma [...]. Hanno chiamato tre volte", ha detto l'elvetico, senza precisare se il riscatto sia stato effettivamente pagato.

Sin da marzo, per liberare gli ostaggi, il DFAE ha lavorato in collaborazione con diversi servizi dell'Amministrazione federale, tra cui l'ufficio federale di polizia (fedpol) e con la polizia cantonale zurighese. Le autorità coinvolte - ha precisato il DFAE - sono state in continuo contatto con i membri della famiglia dell'uomo sequestrato. Anche la rappresentanza svizzera a Bogotá ha mantenuto stretti contatti con le autorità locali.

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