Navigation

Dieselgate: Germania ai ripari, "aggiorna" 5 milioni di auto

In Germania oltre cinque milioni di vetture diesel saranno equipaggiate con un nuovo software per ridurre le emissioni inquinanti. KEYSTONE/AP/MICHAEL PROBST sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 agosto 2017 - 21:15
(Keystone-ATS)

La Germania corre ai ripari sul fronte del dieselgate. Più di cinque milioni di vetture diesel verranno infatti equipaggiate con un nuovo software, che punta a ridurre le emissioni inquinanti.

In particolare l'aggiornamento volontario del software riguarderà 5,3 milioni di veicoli diesel euro 5 ed euro 6 che circolano oggi nel Paese, con l'obiettivo è ridurre le emissioni dei veicoli di ossido di azoto tra il 25% e il 30%. Al momento non sono previsti costi a carico dei proprietari di auto.

È questo il risultato principale delle tre ore di incontro tenutosi a Berlino fra i colossi dell'auto (Volkswagen, Daimler, BMW ed Audi, fra gli altri), che aveva per oggetto le misure per migliorare qualità dell'aria, proteggere la salute dei cittadini ed evitare in futuro blocchi della circolazione dei diesel.

Le distanze tra i sostenitori dei due schieramenti in campo non potevano essere maggiori: da un lato chi sosteneva l'opzione "radicale", con modifiche al software e interventi al motore, per un costo all'incirca di 1500 euro per auto. Dall'altra chi preferiva l'opzione "light", con mini modifiche, esclusivamente al software, per un costo di circa 100 euro a pezzo.

Per il momento, la vittoria più grande la portano a casa i produttori di auto, soddisfatti per aver contenuto il danno, e il ministro dei trasporti, Alexander Dobrindt (CSU), fin dall'inizio schierato per un intervento "veloce" al software delle auto. "Abbiamo preteso dalle industrie dell'auto una nuova cultura della responsabilità", ha dichiarato il ministro. E di questa "nuova cultura" si dovranno accontentare anche i sostenitori dell'opzione più radicale, che chiedevano interventi sostanziali all'hardware delle auto.

Così il ministro dell'ambiente, Barbara Hendricks (SPD), ha dichiarato: "I produttori di auto sono sulla strada di capire che c'è da rimettere a posto le cose" riguardo ambiente e salute dei cittadini "e non siamo ancora arrivati alla fine del processo". Sulla stessa scia anche i tre presidenti dei Land più bellicosi, costretti ad arretrare e accontentarsi di "un primo passo concreto", come dichiarato dal presidente della Bassa Sassonia.

Le misure stabilite nell'incontro non si sono limitate al software: il governo fa la sua parte con un investimento di 250 milioni di euro per la mobilità cittadina e, in particolare, con interventi diretti a bus, taxi e altri mezzi pubblici. Si prevede poi di destinare un fondo, di entità imprecisata, alla digitalizzazione della mobilità e allo sviluppo del modello "smart-city". Infine si chiede all'industria automobilistica di farsi carico e rendere più dinamico il mercato dei vecchi diesel euro 2, 3, 4. In altre parole l'industria deve promuovere, a sue spese, forme di incentivi e di sconti che portino velocemente al rinnovamento del parco diesel oggi in circolazione.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo