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Alimenti senza glutine

KEYSTONE/AP/JON ELSWICK

(sda-ats)

Non eccedere con la dieta gluten-free per seguire le mode, ma sceglierla solo in caso di necessità.

È l'indicazione che arriva da uno studio da cui emerge come i cibi per celiaci espongano a livelli maggiori di metalli pesanti dai potenziali effetti tossici, come arsenico e mercurio.

Circa l'1% della popolazione ha una diagnosi di celiachia, malattia dovuta alla risposta immunitaria a una proteina presente in cereali come grano, segale e orzo.

Ma le vendite di prodotti senza glutine hanno avuto un vero e proprio boom negli ultimi anni, perché molti ritengono, pur se non scientificamente provato, che riducano l'infiammazione.

Per studiarne le conseguenze, i ricercatori della School of Public Health dell'Università dell'Illinois a Chicago hanno esaminato i dati di 7.471 persone tra 6 a 80 anni, che hanno partecipato tra il 2009 e il 2014 al National Health and Nutrition Examination Survey.

Di queste, 73 seguivano una dieta gluten-free e mostravano concentrazioni di arsenico nelle urine due volte maggiori rispetto agli altri e livelli del 70% maggiori di mercurio nel sangue.

I prodotti senza glutine, infatti, contengono farina di riso come sostituto del grano, ma il riso è soggetto alla bioaccumulazione di alcuni metalli tossici derivanti da fertilizzanti, suolo o acqua.

"Sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter stabilire se una dieta particolarmente ricca di riso rappresenti un significativo rischio per la salute", sottolineano gli autori dello studio pubblicato su Epidemiology.

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SDA-ATS