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BERNA - L'annuncio delle dimissioni di Moritz Leuenberger è freschissimo, ma la corsa alla successione è già aperta. I partiti, infatti, hanno cominciato a muoversi. In prima linea i socialisti, fermamente intenzionati a conservare il loro secondo seggio, ma anche UDC e PPD potrebbero scendere in campo.
Il presidente del PS Christian Levrat ha subito messo le cose in chiaro: il, oppure la, subentrante al ministro dei trasporti dovrà dimostrare "grande forza di carattere", "competenze politiche inconstestabili" e capacità di collaborare con il partito. Dovrà inoltre essere di lingua tedesca. Niente romandi, quindi, mentre per gli italofoni la porta rimane socchiusa: "la questione dovrà essere discussa con la sezione ticinese del PS".
Gli interessati avranno tempo fino ad autunno e le sezioni cantonali dovranno annunciare le loro proposte entro il 22 ottobre. In seguito, il 12 novembre, il comitato direttivo del PS ascolterà i candidati, prima di formulare una raccomandazione al gruppo parlamentare, che a sua volta si pronuncerà in via definitiva il 19 o il 30 novembre.
Stando a Levrat i candidati ufficiali del PS saranno due. Uomini o donne che siano, tutti avranno possibilità di successo. Un'altra donna da affiancare a Micheline Calmy-Rey? Nessun problema, ha risposto il presidente: sarebbe un elemento incoraggiante, e non un fattore di disturbo. Aspiranti dichiarati ancora non ce ne sono e Levrat si è ben guardato dal fare nomi. Questo è il momento della riflessione, ha detto. L'obiettivo è di evitare inutili illazioni.
Le prime speculazioni, quanto alle possibili candidature femminili, però già si intrecciano. Si parla ad esempio della consigliera agli Stati bernese Simonetta Sommaruga, la quale potrebbe essere tentata di riconquistare il seggio che il Cantone dell'Orso ha perso con le dimissioni di Samuel Schmid. Ma anche Zurigo ha le sue esponenti di punta, come la consigliera di Stato Regine Aeppli, oppure le consigliere nazionali Jacqueline Fehr e Chantal Galladé.
Basilea Città, che non è più rappresentata in Consiglio federale dalle dimissioni di Hans-Peter Tschudi nel 1973, potrebbe puntare sulla consigliera agli Stati Anita Fetz. Un altro nome che ricorre è quello di Pascal Bruderer, presidente del Consiglio nazionale, 33 anni non ancora compiuti: "sto riflettendo, in tutta tranquillità", ha fatto sapere. Nessuna ambizione invece da parte della capogruppo Ursula Wyss: "non sono candidata".
Anche tra gli uomini i papabili PS non mancano, come il consigliere nazionale Daniel Jositsch (ZH), il consigliere di Stato Markus Notter (pure ZH), o il consigliere agli Stati Claude Janiak (BL).
Tra i partiti, finora, solo l'Unione democratica di centro ha messo apertamente sul tavolo le proprie pretese. Il presidente Toni Brunner ha infatti subito rivendicato per sé il posto occupato da Leuenberger in governo. "Entreremo con un secondo seggio", ha detto Brunner all'ATS, indicando anche il candidato ideale: il presidente del gruppo parlamentare Caspar Baader.
Molto più sfumata la posizione del Partito popolare democratico. "Studieremo una strategia", ha detto alla radio DRS la vicepresidente del gruppo parlamentare Brigitte Häberli. "In questo momento non sarebbe cosa intelligente escludere alcunché; non dobbiamo nulla a nessuno e seguiremo la nostra linea", ha aggiunto.
Nessun manovra diversiva da parte dei Verdi. Il presidente Ueli Leuenberger ha infatti assicurato che il suo partito non ha alcuna intenzione di mettere le mani sul seggio vacante, che spetta di diritto ai socialisti. È vero che negli ultimi anni gli ecologisti hanno cercato più volte di ottenere un mandato in Consiglio federale, ma stavolta "ci atteniamo alla formula 2+1, ossia due esponenti del PS e uno dei Verdi", ha dichiarato.

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SDA-ATS