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Critiche di Dipendenze Svizzera alle autorità: non fanno nulla

KEYSTONE/ENNIO LEANZA

(sda-ats)

La politica potrebbe adottare misure per ridurre il rischio di dipendenze eppure preferisce non fare nulla. Lo afferma l'associazione Dipendenze Svizzera (DS).

Insistere unicamente sulla responsabilità individuale significa dimenticare che le cause non sono da ricercare unicamente nei singoli individui, ma anche nel loro ambiente sociale e nella società in generale, scrive DS.

La problematica delle dipendenze sembra essere sempre meno presente nella percezione del pubblico e nell'agenda politica, precisa un comunicato. I recenti dibattiti in Parlamento hanno dimostrato la ferma intenzione della politica di non intervenire per disciplinare alcuni settori, malgrado alcune dipendenze, come quella dal gioco d'azzardo, siano in aumento.

Si sfruttano le lacune legislative o si cede alle pressioni dell'industria e delle relative lobby facendo appello unicamente "alla responsabilità individuale dei cittadini". La responsabilità individuale però non sostituisce l'agire responsabile dell'industria e della politica, sottolinea l'associazione.

Dal "Panorama svizzero delle dipendenze 2017" emerge che in Svizzera una persona di 15 anni o più su quattro fuma e un terzo della popolazione è esposta per almeno un'ora alla settimana al fumo passivo. Oltre la metà dei fumatori vorrebbe smettere ma è difficile visto "l'onnipresenza della pubblicità ai prodotti del tabacco", spiega Dipendenze Svizzera. È stato dimostrato che si inizia a fumare anche a causa del modo allettante in cui vengono presentate le sigarette, eppure il Parlamento federale si oppone a una regolamentazione più incisiva della pubblicità.

I costi sociali sociali del gioco d'azzardo patologico in Svizzera sono stimati da 551 a 648 milioni di franchi all'anno. I giocatori problematici o patologici sono circa 75'000, pari all"1,1% della popolazione: sono un gruppo che dovrebbe beneficiare di particolari attenzioni anche se procurano allo stato Stato entrate cospicue. Nella nuova legge sui giochi in denaro bisogna quindi che la protezione dei giocatori benefici della stessa importanza data agli interessi degli operatori del settore, tanto più che in futuro i casinò potranno offrire anche giochi online, che presentano dei rischi ancora maggiori.

Il consumo di alcolici è rimasto più o meno stabile negli ultimi anni e un quinto circa della popolazione beve troppo spesso o in quantità eccessiva. Il fenomeno sta diventando preoccupate tra le giovani generazioni: sembra infatti che una percentuale maggiore della fascia di età 20-24 anni presenti un consumo cronico a rischio. Saranno i rilevamenti dei prossimi anni a stabilire se questa è una tendenza o solo un'anomalia statistica, precisa l'associazione sottolineando che la politica avrebbe la possibilità di agire limitando gli orari di vendita o regolamentando i prezzi, ma preferisce non farlo.

Anche Internet a volte può diventare un problema visto che può indurre comportamenti che possono causare dipendenza (giochi in denaro, pornografia, acquisti compulsivi). Si stima che il 7,4% circa dei giovani tra i 15 e i 19 anni presenti un uso problematico della rete e sarebbe importante poter far capo a consulenti capaci di aiutarli.

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SDA-ATS