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Aprire un dialogo e un rapporto di fiducia è primordiale anche con le milizie del gruppo Stato islamico (IS): lo afferma il direttore generale del CICR Yves Daccord, ricordando che i suoi collaboratori si sono trovati in zone di guerra disarmati e in questi casi la fiducia è indispensabile. Tra i jihadisti dell'IS vi è un incremento della violenza che lo preoccupa, tuttavia il dialogo è essenziale, ha sottolineato in un'intervista pubblicata dal domenicale "Ostschweiz am Sonntag".

"Siamo estremamente attenti, ma naturalmente non esiste nessuna certezza assoluta", ha aggiunto il direttore del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ricordando che il lavoro nelle zone di conflitto è "molto difficile" e che è un vantaggio conoscere bene le località e i suoi abitanti.

"Si può stilare il piano di pace più bello e più intelligente, ma non serve a niente se la gente non si siede attorno allo stesso tavolo, e questo anche nel caso di gruppi come lo Stato islamico", ha dichiarato.

L'organizzazione ha lavorato in collaborazione con vari governi che non rispettano tutte le regole del diritto internazionale umanitario. "Se dovessimo collaborare solo con chi le rispetta, allora dovremmo ritirare molte delle nostre delegazioni", ha rilevato.

Noi cerchiamo di stabilire un contatto al più alto livello dell'IS, vicino al suo capo Abu Bakr al Baghdadi, ha spiegato l'alto esponente del CICR. Molte persone che operano a livelli inferiori dell'organizzazione si occupano dell'approvvigionamento della popolazione in acqua e cibo. "Con loro possiamo stabilire un dialogo", ha aggiunto.

Il CICR non ha squadre fisse nei territori occupati dall'IS in Iraq. Questo resta tuttavia un obiettivo, ha indicato Yves Daccord. Ciò richiede del tempo. "Abbiamo dovuto negoziare due anni e mezzo ad Aleppo (in Siria) prima di poter istallare un ufficio fisso", ha concluso.

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SDA-ATS